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Il giudice e lo psichiatra PDF Stampa E-mail
domenica 13 aprile 2008

antonucci.jpgdi GIORGIO ANTONUCCI

Molti credono che la malattia di mente sia un particolare stato patologico dovuto a un qualche difetto dell'organismo o del cervello che comporta la difficoltà di vivere quietamente con gli altri, e pensano che gli psichiatri siano i medici chiamati a trattare questa singolare condizione di svantaggio, altrimenti dannosa e insopportabile per chi ne è colpito, e preoccupante per chi gli sta dintorno.

Essendo le contraddizioni psicologiche e i conflitti con se stessi e con gli altri un aspetto fondamentale della nostra condizione di uomini, gli psichiatri e gli psicanalisti hanno naturalmente un sicuro terreno di redditizio e meritevole impegno, che li pone concretamente in una situazione favorevole di privilegio sociale.

Alla televisione, alla radio, sui giornali e sulle riviste, psichiatri e psicanalisti si pongono in modo disinvolto come gli apostoli della saggezza e della gioia di vivere che a volte può essere raggiunta e mantenuta quasi magicamente anche con pillole comprate in farmacia su loro sapiente indicazione. Chi si sente ragionevolmente infelice ha qualcuno che lo capisce o ancora di più qualcuno preparato ed esperto che può essergli di aiuto provvidenziale con le scienze misteriose della psicologia e le ricette veridiche della salute.

Il mito della gioia chimica è coltivato da loro e da altri medici anche con vantaggio dei produttori e spacciatori di droghe clandestine che usufruiscono direttamente o indirettamente dei loro messaggi culturali e della loro concezione dell'uomo.

I filtri come liberazione dell'uomo sono motivo di facile successo. Il mito dei paradisi artificiali per opera dei medici è divenuto un fenomeno dì massa. Mentre la condizione umana, già di per se stessa tragica, diventa in termini sociali sempre più terribile, si moltiplicano le fughe nelle promesse di felicità della chimica ufficiale e della chimica proibita. I farmaci e le droghe, sostanze neurotrope legali o illegali corrono a fiumi.

Altri invece, se sono in condizioni economiche adatte, passano mesi o anni sul lettino o nello studio dello psicanalista, che promette ricerche, approfondimenti o soluzioni con vie di introspezione risolutive. La solitudine sociale favorisce la richiesta di comunicazione a pagamento, anche se si tratta di una comunicazione di secondo ordine, astratta, impersonale e fondata su idee precostituite. Inoltre è una comunicazione ambigua e somiglia a un pozzo senza fondo come molti sanno per esperienza.

Eppure il problema è ancora più complicato. Ecco infatti che cosa dice Michael Moore, docente di diritto penale dell'università del Kansas, sul significato del concetto di malattia di mente in un articolo su una rivista americana di psichiatria: «Dato che la malattia mentale nega i nostri presupposti di razionalità non riteniamo responsabili i malati di mente.

Non tanto perché li scagioniamo da una situazione che, a prima vista, è di responsabilità quanto, piuttosto, perché, trovandoci nell'impossibilíà di considerarli esseri completamente razionali, non possiamo affermare la condizione essenziale per incominciare a considerarli anzitutto come agenti morali. In questo i malati di mente raggiungono, in modo decrescente, il livello dei bambini, delle bestie selvatiche, delle piante e delle pietre, nessuno dei quali è responsabile a causa dell'assenza di qualsiasi presupposto di razionalità».

Così si scopre, senza possibile dubbio, che qualsiasi problema che si va a discutere con lo psichiatra, con lo psicanalista, con lo psicologo o con l'assistente sociale può essere, quando convenga a loro, o quando sia utile a quelli da cui loro dipendono, esaminato e giudicato come pretesto di invalidazione psicologica ed, eventualmente, ad arbitrio del giudice, usato come motivo sufficiente per la sottrazione dalla responsabilità giuridica e per la privazione dei diritti civili e politici con la degradazione da cittadino uguale agli altri a individuo squalificato, senza potere alcuno e senza alcuna possibilità di espressione o voce in capitolo. Perfino il periodo mestruale può servire per squalificare una donna nelle sue scelte.

Ma lasciando per ora da parte queste raffinatezze psicologiche di stile vittoriano veniamo per un momento al nocciolo della questione:

L'invalidazione psichiatrica e giuridica possono essere date per piccoli reati come il furto di autoradio o l'offesa a pubblico ufficiale o per grandi reati come ad esempio l'omicidio. Ma sullo stesso reato della stessa persona, come per esempio l'uccisione dei genitori (come nei casi giudicati diversamente di Roberto Succo (*) e di Pietro Maso (**), il parere dei differenti, periti è quasi sempre discorde.

In tutti i processi ci sono sempre pareri opposti sullo stesso imputato e sul medesimo reato. Come è logico, per lo più il pubblico ministero sostiene che l'imputato è sano di mente per ottenere la condanna giuridica mentre il difensore chiede il riconoscimento di infermità di mente anche se il manicomio giudiziario per l'imputato è una sorte più tragica del carcere. Le perizie però sono in ogni caso senza fondamento.

Infatti non ci sono il furto di radio o l'omicidio frutto una volta di saggezza e l'altra di pazzia,ma soltanto scelte motivate da diversi punti di vista e da differenti concezioni del mondo. Che poi un reato sia giudicato piu' o meno grave a secondo le circostanze, le intenzioni, l'esecuzione, la premeditazione, le passioni, il grado maggiore,o minore di lucidità del momento o nell'intera storia con possibili attenuanti e aggravanti e conseguenti variazioni di pena e' un puro fatto giuridico e processuale che può essere indipendente ed estraneo a ogni pregiudiziale psichiatrica e a ogni intervento specialistico.

La normalità

Ma ora vediamo: che cosa vuol dire normale?


Sentiamo una storia raccontata dalla rivista Panorama del 7 gennaio 1994. Si potrebbe dire una storia di regole e di morte ma anche un esempio di normalità dei costumi. Il titolo è attraente, La bella l'amante e la bestia, il sottotitolo è narrativo: Così morì Antonella.

iL fatto è cronaca (pagine 58-59). Seguiamo la conclusione dell'avventura con le precise parole con cui è riferita perché è ricolma di contenuti caratteristici e interessa tanto per le vicende quanto per il tono con cui sono offerte al lettore.

«Quando lui Vincenzo Milazzo, ormai un boss con una lunga esprienza in materia di traffici e omicidi, promosso capo della famiglia di Alcamo, finisce per deludere la fiducia del capo dei capi,Toto Riina e firma la propria condanna a morte. E lei? La mafia la teme. Non le lascia scampo. Forse Antonella sa qualcosa che non dovrebbe sapere. Totò Riina in persona sentenzia davanti a tutta la cupola: deve morire Vincenzo Milazzo, incapace di fermare l'ascesa di un clan nemico, quello dei Greco. E deve morire anche la sua donna, custode di chissà quali preziose informazioni.

Per eliminare i fidanzatì, il boss dei boss spedisce a Castellammare del Golfo, il paese dove abita Antonella, sei giustizieri tra i suoi fedelissimi: Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Gioacchino La Barbera, Antonio Gioè, Francesco Denaro e Gioacchino Calabrò, come racconta un nuovo pentito ai magistrati di Palermo. Nel luglio dello scorso anno, col pretesto di un incontro chiarificatore, Vincenzo Milazzo, alla macchia da mesi, viene condotto in un luogo isolato.

Lo finiscono con un colpo di pistola. Ad Antonella Bonomo, incinta, i sicari riservano la sorte più crudele: incaprettata, muore per strangolamento. Seguendo le indicazioni del pentito, i poliziotti hanno trovato nei giorni scorsi i due cadaveri, chiusi in sacchetti di plastica, alle porte di Castellammare, in una cava trasformata in cimitero della mafia. E la morte di Antonella Bonomo, punita per via di un amore invincibile, sacrificata col suo bimbo in grembo alla regola di Totò Riina, è diventata l'ennesimo capitolo sanguinario della storia di Cosa Nostra.

Perfino la mamma di Antonella, che ha sempre contrastato quel fidanzamento, perfino le sorelle, che tuttora rifiutano la notizia della gravidanza, parlano, in lacrime, di un amore forte come il destino. Solo il parroco di Castellammare, don Giuseppe Navarra, durante i funerali non ha trovato di meglio che definire Antonella Bonomo una peccatrice. Non perché la ragazza avesse giurato fedeltà a un boss. Ma perché stava per dargli un figlio fuori del matrimonio».


Se si deve parlare di ferocia sarebbe difficile a mio parere fare una classifica tra Riina, i politici che lo hanno appoggiato, o il parroco di Castellammare di cui si racconta. Se si deve parlare di follia qual è ladifferenza tra

Riina e il mostro di Firenze?


Eppure quell'illustre psicoanalista svizzero che per televisione invitava il mostro di Firenze a presentarsi a lui per farsi curare e per fornire un caso interessante alla scienza non trova che i killer della mafia siano altrettanto attraenti per le sue ricerche psicodinamiche. Ma i rapporti tra il potere politico ufficiale e i poteri di mafia e camorra non sono soltanto convergenza di interessi, ma anche identità di valori e affinità di concezione del mondo come dimostra il parroco di Castellammare che ha lo stesso concetto della donna e della morale sessuale di Riina e dei suoi.

Ed è anche il concetto di quelli che cercano il difetto genetico nei consumatori di droghe proibite o studiano sulle tare ereditarie dei coniugi che divorziano o delle coppie di sposini infedeli,come accade in Italia, negli Stati Uniti e in altri civilissimi paesi emancipati.


Il moralismo è la stampella dei potenti e il cavallo di battaglia degli psichiatri in un mondo oscuro senza etica. E una società burocratica senza individui per una specie che sfiora l'estinzione.


E mentre lo stupro è uno strumento di guerra a disposizione dei governi il singolo puo' essere internato in clinica psichiatrica per problemi d'insonnia,o chiuso in comunità terapeutica per questioni di spinello, o trovarsi in manicomio giudiziario per offesa a pubblico ufficiale.

Il diavolo di Machiavelli

Francesco Bacone apprezzava Niccolò Machiavelli per aver descritto gli uomini come sono e non come dicono di essere o come vorrebbero apparire, ma proprio per questo l'acuto fiorentino indagatore si è guadagnato secoli di fraintendimenti e di calunnie, sia da parte di uomini di di stato, sia da parte di uomini di ogni tipo, a cominciare dagli storici e dai filosofi. Del resto Belfagor, nella favola di Machiavelli, in visita sulla Terra, a Firenze, arriva ad abitare in Borgo Ognissanti, in vista dell'Arno, e vive nel mondo e si sposa, per poi rapidamente pentirsene.

Scrive Machiavelli: «Dichiarossi ancora che durante detto tempo ei fussi sottoposto a tutti quegli disagi e mali che son sottoposti gli uomini, e che si tira dietro la povertà,il carcere,la malattia, e ogni altro infortunio nel quale gli uomini incorrono, eccetto se con inganno e astuzia se ne liberassi. Pressa adunque Belfagor la condizione e i denari, ne venne nel mondo; e ordinato di sua masnade cavagli e compagni entro onoratissimamente in Firenze: la quale città innanzi a tutte le altre elesse per suo domicilio, come quella che gli pareva più atta a sopportare chi con arte usurarie esercitassi i suoi "denari". Ma presto ritorna volentieri all'inferno.

E alcuni dicono che all'inferno, quando descrive la vita degli uomini e delle donne, non viene creduto, e subito dopo viene degradato a diavolo semplice tra la derisione dei colleghi. E vivacchia il resto dei giorni da malinconico arcidiavolo fallito. Non più ricevuto alla corte di Plutone.

Il fatto è che gli uomini usano in abbondanza gli schermi e gli inganni del linguaggio sofistico e le trappole seducenti del pensiero dialettico, per vedersi differenti da quello che sono, tanto sono preoccupati e tanto sono spaventati dalla propria terribile e paurosa complessità, e tanto cercano per vivere quietamente (cosa in cui poi non riescono affatto) che si nascondono in ogni modo a se stessi.


Così la vita sociale è fatta di categorie artificiali astratte che non corrispondono per nulla alla natura effettiva degli uomini ma finiscono per regolarne arbitrariamente i comportamento e le azioni, condizionandone in ogni modo il destino.

La società organizzata,strutturata su modelli autoritari, sostituisce la ricchezza creativa degli individui con alcune semplificazioni convenzioanali,che divengono in pratica rigorosi principi di cultura, che risulta difficile mettere in discussione, e che sono accettati senza sospetto per secoli interi. Così è stato per millenni con i pregiudizi morali come con i pregiudizi psicologici, che restano ancora, nonostante tutto, imperanti e solidamente radicati, e diffusi, e difficili a scalfirsi.

Naturalmente i pregiudizi e le paure sono utili ai detentori del potere che provvedono, mediante gli intellettuali sottomessi, a coltivarli.


Pero' Immanuel Kant scriveva a buon diritto che se la liberta' esiste non vi sono limiti che le si possano porre.

Il sistema nervoso è la struttura fisica più complicata tra tutte quelle conosciute da noi nell'universo (dalle pietre e i pesci delle acque alle galassie e i pianeti del cielo) e, per quello che sappiamo, è il massimo della complicazione esistente biochimica e biologica in tutte le categorie dei viventi; ed è al centro di quelle attività di relazione che hanno costruito e costruiscono civiltà intere e differenti culture, ognuna diversa dall'altra, e ciascuna ricca di individui originali e irripetibili dai punti di vista essenziali della creazione e invenzione di nuovi significati.

La neurobiologia rivela ogni giorno di più, con le sue ricerche sempre più accurate e sottili, la vastità sconfinata del suo complesso oggetto di studio, lontano anni luce da qualunque possibilità di semplificazione meccanica, o di descrizione riduttiva.


Un cervello artificiale per ricchezza strutturale non è paragonabile nemmeno a una singola cellula sia che si tratti di un protozoo o di un protofita sia che si tratti di un neurone o di una cellula epatica. Non è paragonabile nemmeno a un virus.


Il vivente ha un grado di complessità che risulterà sempre maggiore quanto migliori e più fini saranno le nostre capacità tecnologiche e quanto più numerose e precise le nostre informazioni scientifiche.

Nello studio dei problemi degli esseri viventi è fondamentale il problema del rapporto tra la vita e la morte, e nell'uomo è utile considerare con attenzione l'influenza che questo rapporto esercita in continuazione sulla vita interiore, sulla coscienza, sul comportamento degli individui e sulle culture e società che gli individui, di epoca in epoca, costruiscono, rivoluzionano, estinguono.

Alle questioni dell'omicidio, dell'eccidio e del genocidio di recente si è aggiunta in termini concreti e realistici la possibilità effettiva della demolizione intenzionale della specie da parte di alcune determinanti istituzioni di potere.

E forse l'operazione comporterebbe la fine della vita sulla Terra. Non è molto che i giornali hanno parlato del computer messo a punto dal governo sovietico, e ora in mano del governo russo, che, in caso di attacco atomico americano o di altre potenze ostili, in assenza di istruzioni per la morte totale nel suo territorio, entrerebbe in funzione da solo per distruggere il resto del mondo.


Impropriamente i mezzi di comunicazione di massa ne parlano a volte come eventualità di suicidio collettivo quando invece sarebbe un genocidio totale, deciso e procurato da alcuni organi di potere che dispongono delle armi. Sarebbe identico parlare di suicidio a proposito dei campi di sterminio.

Le guerre, da sempre inutili, hanno contenuto e contengono ogni tipo di ferocia. E' attuale lo stupro come strumento e arma di stato. La tortura, per ragioni belliche o poliziesche, ha aggiunto ai vecchi mezzi nuove sottigliezze.

La psicologia artificiale della distinzione arbitraria tra comportamenti saggi e comportamenti folli o tra sani e malati di mente, oltre che a essere inseparabile dalla realtà dei manicomi come luoghi di soggiorno obbligato in rapporto al trattamento sanitario obbligatorio, è motivo di segregazione arbitraria di molte persone in istituti psichiatrici giudiziari per lo più per piccoli reati perseguibili senza detenzione e può essere utilizzata da persone potenti per sottrarsi al corso normale della giustizia.

Inoltre impedisce la conoscenza dell'uomo e maschera i reali conflitti dell'individuo con la società in cui vive, in cui sviluppa e cerca la sua singolarità.

Così l'individuo attivo perde di vista la sua ricchezza creativa e rischia l'estinzione con conseguente decadenza della cultura e impoverimento della specie.

(Il giudice e lo psichiatra, un articolo di Giorgio Antonucci del 1994 sulla rivista Volontà)




Commenti (21)
26-06-2008 12:01
Regresso culturale
Sono naturalmente d'accordo con l'articolo di Giorgio Antonucci e con i molti interventi contrari alle parole e alle intenzioni della signora Barbara. C'è una rabbia, e c'è un odio, in quelle parole e intenzioni, che sono rivelatori di una situazione preoccupante: dagli anni '70 in poi la cultura del Paese, su questa tematica cruciale, non solo non ha fatto i passi in avanti che sembravano scontati, ma è anzi regredita. Oggi, la storiografia del pensiero riconosce che lo sviluppo lineare nella consapevolezza e nella civiltà non sono affatto una regola, e che si è sempre esposti a regressi anche impensabili e imprevedibili. Purtroppo, ciò che Antonucci scriveva nel 1994 è oggi più attuale che mai. Sotto molti aspetti, le situazioni da lui descritte sono addirittura peggiorate. Insegno psicologia all'Università di Padova da 30 anni, e sono molto vicino alla formazione degli psicoterapeuti, e sono psicoterapeuta io stesso. Potrei citare decine di episodi concreti, cui direttamente ho assistito o che mi sono stati riferiti da allievi e colleghi, anche medici e psichiatri, che confermano in pieno l'analisi di Giorgio Antonucci. Direi queste cose anche se non conoscessi personalmente Giorgio Antonucci, ma ho la fortuna e l'onore di essere suo amico da molti anni. Grazie per l'ospitalità. Sadi Marhaba
Scritto da Sadi Marhaba
25-06-2008 12:17
precisazione commento n.18
Ovviamente l'omissione delle virgolette sulle parole "delirio" e "farneticazione" sono la citazione della neo-psichiatra barbara, non mi permetterei mai di usarle su nessun essere umano per definirne un comportamento.(questo a scanso di equivoci)
Scritto da christian brogi
25-06-2008 12:16
precisazione commento n.18
Ovviamente l'omissione delle virgolette sulle parole "delirio" e "farneticazione" sono la citazione della neo-psichiatra barbara, non mi permetterei mai di usarle su nessun essere umano per definirne un comportamento.
Scritto da christian brogi
25-06-2008 10:40
Il mondo è pieno di barbari/e
Giorgio Antonucci,con il suo pragmatismo e la sua onestà si è fatto sovente nemici in questo mondo di persone esclusivamente asservite al buon funzionamento del sistema. 
 
Quale pericolo più grande per il potere se non lo smontare sistematicamente e radicalmente le a dir poco fantasiose e stupide teorie psichiatriche partendo da fatti concreti e ragionamenti così lineari che anche un bimbo può capire? Di fronte a questa onestà intellettuale persone come barbara (che rappresentano purtroppo buona parte della cultura dominante)non possono far altro che insultare con l' unica terminologia che gli è stata insegnata dai pilastri della cultura psichiatrica( barbara ha scritto delirio). 
Persone invece come Maria d\'Oronzo e Paola.M.e molti altri, hanno devolto il prezioso tempo della loro vita ad uno splendido lavoro fatto di pratica per rimarginare almeno in piccola parte i danni causati dalla psichiatria, questa barbara(?) invece si rifugia in dogmi e certezze che rasentano la fede,non certo la scienza (che non ha a che vedere con la psichiatria). 
Delirante (come dice la tipa) o delirio, sono infatti termini utilizzati dagli psichiatri per squalificare l\'individuo come persona incapace di intendere e volere, ponendolo agli occhi della società come una malato le cui parole non hanno più peso perchè frutto di \"altro\" che si impossessa di \"loro\", ma d\'altro canto tutto il sistema sociale-polico si basa sulla delega a terzi cui affidare le nostre vite. 
Beh, una persona come Giorgio Antonucci, che ha scritto decine di libri, ricevuto riconoscimenti internazionali, agito con i fatti per liberare dalla tortura centinaia di persone mettendo a rischio la sua carriera non è una persona in preda a deliri o farneticazioni, è solo un uomo giusto. 
Ma in questo mondo sappiamo che fine fanno gli uomini giusti. 
 
Christian Brogi.
Scritto da Christian Brogi
13-06-2008 13:00
Fascismo!?
Le tesi di Giorgio Antonucci, sono confermate, oltre che dal suo lavoro di decenni nei servizi e reparti psichiatrici, a fianco di chi da altri era stato giudicato malato mentale e di conseguenza disumanizzato, anche dalle ricerche di numerosi studiosi, dalle testimonianze di sopravvissuti e utenti della psichiatria e da cittadini che si battono per la salvaguardia dei diritti umani. Solo per citarne alcuni: Thomas Szasz, Peter Breggin, Jeffrey Moussaieff Masson, Kate Millet, Pietro Colacicchi, Judi Chamberlin, Peter Lehmann, Mindfreedom, World Network of Users and Survivors of Psychiatry. Interessante a questo proposito è anche la testimonianza di Sophie Zerchin (Auf der Spur des Morgensterns – Econ & List - Monaco), purtroppo non tradotta in italiano, che narra la sua esperienza nell’istituzione psichiatria durante il regime nazista. Purtroppo da allora non è cambiato molto, e l’etichettare una persona come malata mentale, ancora oggi, va di pari passo con la soppressione dei suoi fondamentali diritti umani. Le cosiddette terapie, che altro non sono che torture legalizzate, Giorgio Antonucci le aveva completamente abolite, con grande beneficio di tutti gli utenti (e di tutta la società in genere, eccetto il portafogli di qualcuno). Gli psicofarmaci sono infatti altamente dannosi, anche in piccole dosi, provocando, discinesia tardiva, mutazioni cellulari, effetto-zombie, diabete, suicidio, sindrome neurolettico maligna, morte, per citarne solo alcuni. L’elettroshock, metodo fascista, inventato da Cerletti nel 1939, da lui stesso rinnegato, consistente nel far passare corrente elettrica ad alto voltaggio nel cervello umano (è chiaro che se sono triste, depressa, e mi danno bastonate in testa, non sento più la tristezza, ma non sento più neanche altro, perché mi distruggono il cervello...), mai proibito, sta tornando in auge. 
Erveda Sansi
Scritto da Erveda Sansi
10-06-2008 17:54
Fascismo!?
Non è la prima volta che il pensiero (e soprattutto le azioni concrete...) di Giorgio scatenano ire censorie. Il problema forse deriva proprio dal fatto che le sue analisi colpiscono il segno e evidenziano che per capire il "matto" sia necessario prima confrontarsi con la "normalità" e come questa si barrichi dietro la gerarchia delle certezze scientifiche. Chi ha avuto la fortuna di condividere il pensiero e l'azione del dottor Antonucci ha compreso quella complicata semplicità del rapportarsi alla sofferenza attraverso la relazione tra persone e non tramite il rapporto di potere medico/malato.
Scritto da alfredo Pasquali
05-06-2008 13:36
per barbara
Cara Barbara, quindi chi non è d'accordo con te è puerile, delirante, bugiardo, infantile, senza pensiero. Mi complimento con le tue capacità critiche. Non c'è un argomento, un fatto. Solo opinioni vuote e offese gratuite. Di cosa si sta parlando? Intervengo solo per la stima che provo per il Dott. Antonucci, non meriti nemmeno i trenta secondi che ho perso a scrivere queste poche righe.
Scritto da massimiliano boschi
03-06-2008 21:31
Una voce che grida nel deserto
Giorni fa leggevo la storia di un nero americano Robert John Lewis incriminato, quando aveva 16 anni, per sequestro, stupro e porto d\'armi. Pur essendo innocente (non era nemmeno presente sul luogo del delitto, la vittima non l\'aveva riconosciuto, l\'arma non era sua)il giudice l\'aveva condannato a 57 anni di reclusione con la seguente motivazione: \" siete tutti un branco di bestie e io ti condanno insieme agli altri\". 
Dopo 9 anni di carcere, grazie all\'intervento di un giovane avvocato, veniva liberato e attualmente è community organizer e consigliere provinciale nel South Carolina. Ricordando gli anni di prigione dice: \"i giudici sono più potenti dei poliziotti, i quali mi avevano scagionato, e in carcere gli psichiatri sono più potenti dei secondini: una loro parola e subito ti facevano l\'elettroshock. Lo chiamavano \"modifica comportamentale\". Io ero a capo della Commissione dei detenuti e avevo visto uomini solidissimi diventare dei sedani dopo il trattamento...\" 
Nella storia del nero Lewis giudici e psichiatri emettono, come dice Antonucci, un giudizio arbitrario (per non dire di peggio)sulla base di un pregiudizio.Lasciamo dunque perdere gli insulti di Barbara - è un bersaglio troppo facile! - e parliamo invece di Giorgio che conosco da una quarantina d\'anni.Nel suo breve saggio - Il giudice e lo psichiatra - scritto nel 1964, un anno dopo la sua laurea in medicina, ci sono già le linee guida di quella che sarà la sua lunga esperienza di \"liberatore\" dei segregati dal pregiudizio psichiatrico. Prima a Cividale del Friuli (1968), poi con Basaglia a Gorizia (1970), poi al San Lazzaro di Reggio Emilia e infine, a partire dal 1973, a Imola dove per una ventina d\'anni mette al primo posto nel suo lavoro l\'apertura dei reparti manicomiali chiusi e la liberazione dei lungodegenti sottomessi o demoliti dal trattamento psichiatrico. 
Per Giorgio i manicomi stanno alla psichiatria come nella conchiglia il guscio all\'animale. Se elimibi l\'animale, il guscio inaridisce e muore. Ho avuto il privilegio - non so fino a che punto meritato - di scrivere la prefazione a uno dei suoi più bei libri - Il pregiudizio psichiatrico (Eleuthera) - che ripercorre il suo cammino per \"snidare l\'animale che sta dentro il guscio\" e dimostrare la falsa conoscenza e il reale potere della psichiatria.  
Ecco quindi nel libro l\'analisi delle case-histories di ieri e di oggi (l\'Anticristo, il caso Sabattini, Van Gogh, Teresa B.,\"I miei capelli arruffati\" ecc);riflessioni storiche (le streghe, l\'origine dei manicomi, razzismo e psichiatria); considerazioni sull\'uso persecutorio dei trattamenti psichiatrici sia all\'Est che all\'Ovest, sui rapporti fra biologia, genetica e psichiatria, sull\'arbitrarietà dei concetti di saggio e folle, normale anormale,sano e malato di mente; e infine le cartelle cliniche, le diagnosi dei suoi lungodegenti: la \"prova documentale\" impressionante e inconfutabile della funzione repressiva della psichiatria dietro l\'apparente scientificità.E descrive anche il famoso esperimento di Rosenham che, per dimostrare l\'impossibilità di distinguere la salute dalla cosiddetta malattia mentale, introdusse degli pseudopazienti in alcune cliniche americane: malgrado il loro comportamento assolutamente \"normale\" furono etichettati dagli psichiatri come schizofrenici. 
Scientifico è invece il metodo di Antonucci perchè non parte da posizioni teoriche precostituite ma dall\'analisi rigorosa della realtà. La sua negazione della psichiatria è fondata su oltre 200 certezze, tante quanti sono i \"detenuti innocenti\" nelle celle manicomiali ai quali egli ha dato la libertà di vivere in reparti senza sbarre e mezzi di coercizione, di uscire dal manicomio, disporre dei propri soldi, girare il mondo (Rimini, Vienna, Strasburgo ecc).Certo per questa sua attività è stato attaccato da psichiatri, amministratori, partiti, pretori e non ha avuto vita facile. 
A Bologna, processato (e assolto) per abbandono di incapace (un paziente in una notte di nebbia camminava ai bordi della strada ed era stato investito da un automobilista), ricordo una sua battuta al giudice:\"Anche se al posto di questo paziente c\'era Einstein, non sarebbe cambiato niente\". 
Di cultura sterminata, scrittore conciso e parlatore convincente Antonucci scrive:\"C\'è un modi di uccidere che è più preciso e terribile dell\'assassinio degli individui e del massacro dei popoli; ed è, a livello dei singoli e delle moltitudini, il non riconoscere gli altri come uomini\".Quello che ha fatto Giorgio per tutta la vita è di ridare la dignità di uomo ai \"diversi\" e ai più deboli, agli emarginati e ai segregati. Uno così, con i tempi che corrono, è sicuramente un precursore, \"una voce che grida nel deserto\". E il deserto siamo noi.
Scritto da Giuseppe Gozzini
02-06-2008 18:15
Scienza o ciarlataneria?
Mi chiedo in primo luogo chi sia questa Barbara. Perchè non si qualifica? O forse ha paura o altro per dirci chi sia? Certo è comodo e facile, trincerarsi dietro un nome che forse neppure corrisponde a chi scrive queste poche righe di pensiero. Se pensiero lo si può qualificare. Come magistrato onorario e come scrittrice mi fa solo sorridere. Poche parole, senza fondamento umano, solo per denigrare, senza neppure riuscire nell\'intento, visto la grandezza del dott. Antonucci, chi per tutta la vita, e con i fatti, ha lottato contro tutti e tutto per ricordarci che i cosiddetti \"malati di mente\" sono persone come noi, portatori di diritti umani! Persone come noi che ci definiamo \"sani\". \"Persone\",sottolineo questo termine, e non cavie umane e rifiuti umani come sono state trattate negli istituti manicomiali, mai aboliti, ma sempre riproposti sotto forme diverse e più subdole. Persone e non oggetti come vengono ogni giorno trattati nei vari luoghi di cura, dove spesso sono legati ed uccisi con la somministrazione coatta di veleni, chiamati meglio: \"psicofarmaci\". 
Persone che non hanno parola e nessuna difesa, i cui diritti umani vengono violati ogni giorno. Si vada a documentare, l\'anonima Barbara, o chiunque essa sia, prima di parlare senza cognizione di causa! Innanzitutto, se ne è capace esamini la legge 180 sul trattamento sanitario obbligatorio e ne evidenzi, se ci riesce, l\'assoluta mancanza di tutela per il \"soggetto\", o meglio per \"l\'oggetto\", sottoposto a T.S.O. e la violazione di ogni umana dignità che con esso si perpetua ogni giorno nella nostra civilissima Italia, a danno di persone inermi ed indifese! Poi vada a guardarsi tutta la giurisprudenza della Nostra Corte di Cassazione sulla responsabilità professionale e potrà constatare, dati alla mano, che tutti i medici, (ortopedici, ginecologi, ecc...) possono sbagliare, anzi sbagliano come tutti noi esseri umani, e pagano i loro sbagli...mentre, guardacaso, questi sedicenti dottori psichiatri e similari...beh! Sono onnipotenti...o meglio onnipresenti in tutti i mezzi di comunicazione di massa...i nuovi santi guaritori...per caso?...A voi la scelta... 
Mentre il dottore Antonucci è chiamato delinquente e puerile! Personalmente, svolgo funzioni giudiziare onorarie da più di sei anni e posso affermare, alla luce della mia preparazione giuridica attuale, che nel nostro sistema giuridico, non vi è possibilità di tutela effettiva per un paziente psichiatrico. In primo luogo, perchè lo stesso non è credibile, perchè \"malato\" e screditato; la sua parola non vale nulla, rispetto a quella dell\'\"esperto\", (di che? Ancora non ce l\'anno comunicato...)il quale potrebbe anche stuprarlo impunemente, tanto la vittima è bene che non manifesti i propri \"deliri patologici\" da curare ovviamente! Questa non è scienza, ma nazismo. Egregia Barbara, perchè non ci viene a parlare di tutti questi formidabili progressi della scienza psichiatrica e della psicologia? Dove sono queste ricerche sulla realtà umana che hanno fatto passi da gigante? Non ne abbiamo visto ancora neppure uno!Al contrario solo dolore, disperazione e morte! Chi mente? Il dottore Antonucci o i sedicenti \"dottori\", o presunti tali, che tanto sbandiarano la scientificità e l'utilità massima di tutta la pseudo-scienza e fino ad ora,non ci hanno portato nessuno straccio di prova valido che comprovi, almeno in parte la validità della loro asserzioni? Il dialogo ed il confronto da tutta una vita, il dott. Antonucci è pronto a sostenerlo, ma a quanto pare questi \"scienziati\" della \"mente\", non si fanno avanti, mentre i loro adeptiti li difendono a spada tratta senza neppure conoscerli o quantomeno, conoscere e vagliare criticamente, ammesso che ne siano capaci, le tesi, se ve ne sono (!), poste a fondamento delle lo affermazioni! In tema di tutela salute mentale, credo che ormai l\'umanità abbia travalicato i limiti di ogni rispetto della dignità umana!In ogni caso, visto gli orrori dei quali sono venuta a conoscenza, con fatti concreti, dopo la pubblicazione dell\'Analista Analizzato, e di questo ringrazio profondamente il dottore Giorgio Antonucci, posso affermare, che non può qualificarsi civile e democratico un Paese che non si preoccupa e non si occupa della tutela della vita di chi soffre. Scienza o congettura? A questo punto, l\'interrogativo è meglio che si riformuli: Scienza o cirlataneria? Propenderei, per questo secondo inciso...ciarlataneria, distruttiva per l\'intera umanità! Dott. Amato Lucia Maria Catena, Giudice Onorario presso il Tribunale di Patti, distretto di Corte D\'Appello di Messina, autrice dell\'Analista Analizzato.(Edizioni Progetto Cultura, 2003.Roma.)
Scritto da Dr. Amato Lucia Maria Catena
01-06-2008 11:31
Dignità diritti e libertà
Nel 1992 con l'Università di Padova, facoltà di psicologia ho partecipato a una ricerca sullo stato di applicazione della legge 180. Abbiamo visitato molti manicomi del nord e nord-est. Abbiamo potuto constatare l'abbandono la negligenza e l'indifferenza nelle strutture psichiatriche in rapporto ai ricoverati, ai familiari e agli stessi infermieri e operatori. La violenza e l'incuria era manifesta a più livelli (tra operatoti e tra operatori e internati)e in ogni grado (fisica e psicologica). Solo il reparto di Imola, diretto dal dottore Antonucci ha soddisfatto pienamente la nostra ricerca, dell'Università di Padova, sulla necessità di mantenere e promuovere i diritti la dignità e la libertà delle persone ricoverate in istituti psichiatrici.
Scritto da Maria Rosaria D'Oronzo, psicol
01-06-2008 09:22
Dignità diritti e libertà
Cara Barbara, 
quello che lei ha scritto è estremamente offensivo. 
 
In base a cosa? 
Vuole illustrarci i risultati di queste ricerche citando le fonti? 
 
Considerato che non si riferisce alla chimica farmaceutica, quali sono gli esami di laboratorio dei quali è a conoscenza che attestano in maniera inconfutabile che esiste una qualsiasi malattia mentale?  
 
E quali sarebbero le teorie validate dalla prassi di cui parla? 
 
Si ricordi che sta parlando di vite umane e non di cavie di laboratorio dove sperimentare i più svariati (e pericolosi) psicofarmaci, con l\'intento di \"curare\" un qualcosa di cui non è ancora dimostrata scientificamente l\'esistenza.
Scritto da Anna
31-05-2008 10:42
pensieri
Cara Barbara, a Rimini e il 29 Maggio 2008 durante una conferenza intitolata " Tutela salute mentale , quale operatore" ho assistito ad un dibattito fra uno psichiatra e un cittadino; il cittadino ha spiegato puntualmente che non è stato dimosrtato che la malattia mentale esiste; la frase finale dello psichiatra è stata : "sono opinioni diverse".  
Quindi se uno psichiatra ammette che non tanto la malattia, ma la possibilità di dimostrare che la malattia esiste è un opinione ( per la precisione vatti a vedere le varie definizioni della parola OPINIONE ) credo che sia una scelta etica, matura responsabile, e nel caso di Antonucci competente, mettere in discussione la psichiatria.  
Per dimostrare che il mio intervento non vuole essere militante anti-psichiatrico invito tutti coloro che sono in grado di dimostrare che esiste la malattia mentale a farlo pubblicamente. Info  
( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ) . 
Grazie e a presto.
Scritto da Marco Mariani
30-05-2008 20:42
Per Barbara e chi la segue
Te parli di passi da gigante. Io vorrei che tu parlassi con qualche ricercatore e/o biologo all'istituto di anatomia e patologia de la sapienza come ho fatto io (ufficiosamente) e sentirti dire che nemmeno loro sanno spiegarsi tanti episodi. Il fatto concreto che la psichiatria sta invadendo TUTTI i vari aspetti della vita è appurato. Esempio: i terroristi vengono equiparati come malati di mente. Come dire che i partigiani europei durante il nazismo erano fuori di testa!!
Scritto da Diogene
30-05-2008 20:23
sostanze neurotrope...
Perchè sostanze farmacologicamente riconosciute come terapie di una malattia che può durare una intera esistenza se non curata bene, sono chiamate neurotrope. Sapete cosa significa questo termine.. e leggiamo, per chi come tristano conosce l'arabo, a cosa corrispondono in unA LINGUA diversa da quella occidentale, immersi come siamo dalla idea mass-mediatica della chimica che guarisce, le sostanze neurotrope, potremmo salvare milioni di esistenze ...anime, spiriti, persone che chiedono solo un semplicissimo Aiuto:affetto.
Scritto da kaepesra
30-05-2008 18:38
Grazie Giorgio!!
Ringrazio Giorgio Antonucci per il suo contributo e chi permette di condividere sul web i suoi scritti.
Scritto da Diogene
30-05-2008 16:19
Grazie Giorgio!!
Mi trovo sostanzialmente d’accordo col pensiero di Antonucci e anche per questo aggiungo un’inquietante preoccupazione su quello che mi sembra si stia preparando oggi in psichiatria: ho recentemente partecipato (in assoluta minoranza) a una discussione surreale innescata sul blog di paolo guzzanti. Il senatore in quota PDL ha lanciato in anteprima, sul suo sito, l’intenzione del nuovo governo di riabilitare i vecchi manicomi (sotto la veste più rassicurante di nuove e superspecializzate cliniche psichiatriche) che avranno in un futuro prossimo il compito di curare coercitivamente e in regime cronico le cosidette malattie mentali. Ovviamente la ricetta muove i suoi presupposti dai nuovi, presunti quanto illusori progressi della funesta psichiatria biologica, magnificata come toccasana per la salute dell’umanità.  
Il tutto ovviamente dovrebbe passare attraverso una legge che legittimerà strutture del genere, con gli immaginabili e relativi lauti profitti. La proposta di legge burani-procaccini e poi burani naro del vecchio governo berlusconi quindi rispunta dal cassetto. Chiedo, a chi è interessato, un buon livello di allerta su questi maneggi.
Scritto da mg
30-05-2008 15:01
Non sono d'accordo con Barbara
Ho acquistato su Internet e letto più di un libro di Giorgio Antonucci e apprezzo molto i suoi metodi e le sue idee. 
Suggerisco di leggere i suoi libri e di consultare il sito www.oism.info
Scritto da Rocco Martinello Boves (CN)
30-05-2008 12:47
Ma quale ricerca?
Di quale ricerca parla Barbara? Dove si colloca la scienza in un sistema autoritario col quale una persona può venire prelevata da casa propria per essere portata in un ospedale dove verrà drogata, legata, dove le verrà fatta passare corrente elettrica attraverso il cranio (e questa la chiama scienza lei?), senza che peraltro venga eseguito alcun test medico, nessuna analisi chimico-biologica, ma unicamente sulla base della relazione di vicini o parenti? Un medico che non applichi un metodo scientifico, limitandosi a consultare un manuale diagnostico stilato da altri medici per voto di maggioranza, non può definirsi un vero medico, in quanto non esercita tale professione. Si rende conto che sta dando del delinquente a un medico che ha salvato centinaia di persone dalla segregazione, dallo stigma, dall'emarginazione, dalla segregazione in istituti-prigione... persone che non hanno commesso alcun crimine? Oh, ed ecco il punto: che la terra non giri intorno al sole non è un punto di vista, come che a una malattia che si curi con mezzi fisici debba corrispondere un danno fisico riscontrabile. Lei forse confonde l'autorità di cui sono investiti gli scienziati con la veridicità della scienza che professano. L'unica autorità invece sono le prove. E queste dove sono? Chiede perchè mentono così, ma forse dovrebbe chiedersi perchè lei mente così a se stessa.
Scritto da Federico Tabellini
30-05-2008 12:33
Ha più meriti Antonucci che la vostra ps
Lasciate parlare Antonucci. 
Avete paura di chi la pensa diversamente da voi. 
Come mai i malatti di mente non guariscono mai con le cure dei psichiatri? Ve lo siete mai chiesto? C'é qualcosa di profondamente sbagliato nella psichiatria attuale e prima o poi arriverà qualcuno che cambierà completamente le cose. I psichiatri nella maggioranza dei casi rovinano la vita dei loro pazienti.
Scritto da Sconosciuto
30-05-2008 10:55
Offendere gratuitamente chi la libertà l
Non posso esimermi dal commentare il commento di Barbara (per altro una sequela di vani insulti nei confronti del dott. Antonucci). 
Stupisce che ancora oggi coloro che difendono la scienza al di sopra della libertà quando le due confliggono (come nel caso della psichiatria che priva arbitrariamente della libertà persone che non hanno violato in alcun modo la libertà altrui) si accaniscano con tanta ferocia, malvagità e veemenza contro chi (come Antonucci) la libertà si è limitato a restituirla a chi ne era stato ingiustamente privato. 
Ovviamente, non si parla se non raramente del ruolo della psichiatria nell\'architettare l\'olocuasto nazista, tramite la falsa scienza eugenetista. 
Per persone come Barbara, indubbiamente la libertà non è mai una questione, la scienza invece sì, e ad un livello che rasenta la religiosità poiché chiunque osi mettere in discussione i dogmi delle presunte scienze viene subito aggredito come venivano aggrediti coloro che mettevano in dubbio i dogmi religiosi in passato. Tutto questo avviene in un contesto in cui la scienza viene totalmente estraniata da qualsiasi contesto etico, come se la scienza fosse un fine e non un mezzo. 
Ovviamente, Barbara (a differenza di Antonucci che è uno scienziato) non porta avanti alcuna prova delle sue asserzioni circa le presunte scoperte scientifiche che renderebbero obselete le argomentazioni di Antonucci. E questo per un semplice motivo: non vi è alcuna scoperta scientifica, né odierna né passata, che possa giustificare la classificazione medica dei comportamenti indesiderati. 
In qualità di Presidente dell\'Osservatorio Italiano Salute Mentale, di cui Antonucci è da lunga data Socio Onorario, non posso che esprimere perplessità per il fatto che un simile commento abbia passato il filtro sui contenuti offensivi ostentato dal sito Agenzia Radicale. Non che sia a favore della censura, anzi, semplicemente mi chiedevo come tale commento non sia stato considerato offensivo dai gestori del sito che promuovono un filtraggio sui contenuti. 
 
Tristano Ajmone
Scritto da Tristano Ajmone (presidente OI
08-05-2008 07:48
insabbiate la realtà di una ricerca che
Leggo questo delirio del 1994 riproposto oggi su queste pagine... sono basita. A non volerlo definire delinquente ci sarebbe almeno da chiamarlo puerile, un tema ad argomento libero di quelli che si fanno a 16 anni, ma nemmeno. 
 
C'è veramente tanto lavoro da fare, tanto da combattere per estirpare un pensiero volutamente cieco che ancora, come la gramigna, si ripropone ovunque. Perché? perché ancora diffondere questa assenza di pensiero come se fosse l'unica realtà che abbiamo a disposizione? come se si dicesse che ancora non sappiamo se è il sole che gira intorno alla terra o viceversa. che sono punti di vista. 
 
Signori, queste stupidaggini sono superate da un pezzo: sono più di trent'anni, per non dire 50, che la ricerca sulla realtà umana ha fatto passi da gigante, e certo non mi riferisco alla chimica farmaceutica. Voi che gestite questo spazio, perché riproponete il falso come se nel frattempo non ci fosse stato alcun pensiero, alcuna teoria validata dalla prassi? Perché mentite così?
Scritto da barbara

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