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l vertice europeo rilancia il piano per una Unione europea per il Mediterraneo. I capi di Stato e di governo dell'unione europea, riuniti giovedì 13 e venerdì 14 marzo a Bruxelles hanno accettato di sostenere il progetto di Nicolas Sarkozy. Ma l'accordo è frutto di compromessi anche se il presidente francese si è affrettato a dichiarare nell'incontro stampa che "la decisione è stata presa all'unanimità con grande entusiasmo", smentendo che " le ambizioni originarie siano state ridotte", ma non nega che "la versione finale è frutto di un compromesso, perchè è difficile fare l'Europa senza compromessi".
L'interevento del cancelliere tedesco, Angela Merkel, i primi di marzo, sul progetto iniziale del presidente francese ha permesso di superare le diffidenze generali. Sarkozy per rilanciare il processo di Barcellona prospettava una cooperazione solo tra i Paesi attorno al Meditteranneo: "un'unione politica, economica e culturale fondata sul principio di una stretta uguaglianza tra le nazioni intorno ad uno stesso mare". Ma la Merkel si è opposta al progetto, mostrando il rischio di una divisione della stessa UE, e chiedendo la partecipazione di tutti i paesi dell'Unione.
I ventisette paesi hanno quindi, accettato di ribattezzare "Unione europea per il Mediterraneo" il processo di Barcellona. La partecipazione non sarà più parziale, ma ingloberà tutti.
Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, si è mostrato entusiasta del progetto, ma ancora molte questioni sono rimaste in sospeso, soprattutto in materia di finanziamento, che sarà oggetto della discussione del prossimo vertice, previsto per il 13 luglio a Parigi.
Nel frattempo il presidente francese ha dichiarato che saranno utilizzati solo dei fondi privati per finanziare il futuro progetto dell'Unione.
La questione della gestione delle risorse rimane ancora una questione aperta e di disaccordo tra gli Stati. "Dovremmo assicurare che i fondi siano correttamente utilizzati" ha ricordato Angela Merkel, mentre Londra teme una nuova possibile "distribuzione" delle risorse.
Maria Romaniello
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