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di DANILO DI MATTEO
La politica della solidarietà nazionale aveva tanti, troppi limiti e veniva a formalizzare quel patto di potere consociativo che soffocava la società italiana. Però era pur sempre una… politica. Analogamente, il Partito democratico, con tutti i suoi difetti, incarna una linea. Lanfranco Turci, invece, col suo articolo di oggi sul Riformista, pur apportando gli aggiustamenti del caso, sembra innalzare nel 2008 il vessillo dell’autonomia socialista.
Se un tentativo di innovazione culturale, politica, persino linguistica è stato concepito a sinistra, si è trattato del progetto della Rosa nel Pugno, morto però prima di vedere la luce. Ora, non a caso, l’esponente del Ps parla di una semplice coalizione di laici, socialisti e liberali, comprendente anche i radicali se lo vorranno, che potrebbe esprimere una lista comune alle prossime, probabili elezioni anticipate.
Insomma: la logica sembra essere quella di un rassemblement senz’anima, spinto fondamentalmente dal proposito di preservare pezzi di ceto politico. Ma non è la riproposizione di quel primum vivere a parole considerato pericoloso da Turci?
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