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Uno dei principali chierici del Jihad: "L'11 settembre è stato commesso un peccato" PDF Stampa E-mail
martedì 18 dicembre 2007

L'autore della 'Guida della Sharia per il Jihad' dice: "Si dovrebbe istituire un Tribunale della Sharia per giudicare Bin Laden e Al-Zawahiri"

al jarida.jpga cura di ROBERTO BARDUCCI

Nelle ultime settimane, Sayyed Imam Al-Sharif, una delle figure più importanti, anche se più discrete, del movimento globale del jihad, ha pubblicato un nuovo e molto atteso lavoro, "Wathiqat Tarshid Al-'Aml Al-Jihadi fi Misr w'Al-'Alam" (Documento sulla Giusta Guida per le attività di Jihad in Egitto e nel Mondo), nel quale fa un appello per fermare le attività di Jihad sia contro l'Occidente che contro i regimi al potere nei paesi mussulmani.

Il nuovo libro, scritto mentre l'autore sta scontando una condanna all'ergastolo in Egitto, è stato pubblicato a puntate su due giornali arabi, quello kuwaitiano di Al-Jarida e quello egiziano di Al-Masri Al-Yawm, ed è stato fatto oggetto di lunghe disquisizioni fra gli  islamisti e gli osservatori dei movimenti islamici. Il documento è allo stesso tempo un libro ed una iniziativa ed i membri delle organizzazioni jihadiste, che si trovano nelle prigioni egiziane, l'hanno firmato e si sono impegnati a fermare la lotta armata. Questo processo è stato facilitato dalle autorità egiziane. Il documento era stato analizzato da una commissione di saggi dell'Università A- Hazar.

Il libro ha suscitato grande interesse per l'importanza e la considerazione di cui gode l'autore fra gli islamisti. Sayyed Imam Al-Sharif, é anche conosciuto sotto il nome di "Dr. Fadl" e "'Abd Al-Qader Bin 'Abd Al-'Aziz.". Il suo libro del 1988 sulle leggi del Jihad, Al-'Umda fi I'dad Al-'Udda (Cose essenziali per preparasi al Jihad), era usato come manuale per la Jihad da Al-Qaeda nei campi di addestramento in Afghanistan.

Per di più, Sayyed Imam,é uno dei più vecchi compagni di Ayman Al-Zawahiri. Verso la fine del 1960, quando erano entrambi studenti in medicina all'Università del Cairo, formarono un piccolo gruppo di studi islamici che in seguito divenne uno dei nuclei dell'organizzazione del Jihad egiziano. Negli anni '80 e '90 erano insieme a Peshawar dove erano delle figure di spicco fra i cosiddetti "Arabi Afgani".

Imam è di solito descritto come il predecessore di Al-Zawahiri come Emiro dell'organizzazione, anche se lui dichiara di essere stato piuttosto "la guida alla sharia" dell'organizzazione. I due hanno rotto i contatti nel 1994 dopo un aspro diverbio, quando Sayyed Imam ha accusato Al-Zawahiri di aver falsificato e pubblicato una versione radicalmente modificata del suo secondo libro "Al-Jami' fi Talab Al-'Ilm Al-Sharif" (Compendio sugli studi religiosi). Ciononostante, Imam dice che, nei primi anni di esistenza di Al-Qaeda, nessuno faceva niente senza prima consultarlo.

Alcuni dei più importanti sostenitori del nuovo documento di Sayyed Imam, sono i leader di Al-Gama'a Al-Islamiyya, un gruppo del Jihad egiziano che ha iniziato, già da 1997, un suo proprio cammino revisionista. Queste revisioni hanno portato a cambiare opinione su molte delle loro convinzioni ed a pubblicare una quantità di articoli contro Al-Qaeda (vedi MEMRI Inchiesta e Analisi No. 309, "Cessazione della violenza in Al-Gama'a Al-Islamiyya: un capovolgimento ideologico", 22 Dicembre 2006.

(http://memri.org/bin/articles.cgi?Page=archives&Area=ia&ID=IA30906).

In interviste e dichiarazioni recenti,i membri di Al-Gama'a Al-Islamiyya e persone di quell'area ideologica, hanno valutato positivamente l'impatto del libro ed hanno auspicato che le revisioni espresse da Sayyed Imam nel suo libro possano portare a revisioni simili dentro Al-Qaeda o portare quantomeno a fratture interne oppure ad un indebolimento del sostegno ad Al-Qaeda.

Al-Zawahiri ha commentato il nuovo libro di Sayyed Imam, ancor prima che fosse pubblicato, in un video, prodotto da Al-Sabah, intitolato "Quwwat Al-Haqq" (Il potere della verità). Egli argomenta che le revisioni, che definisce "ritrattazioni", sono semplicemente il prodotto delle torture subite nelle carceri egiziane, aggiungendo che non biasima tanto l'autore per avere ceduto quanto quelli che, fuori dalla prigione, hanno entusiasticamente sostenuto il libro. Questi ultimi vengono paragonati a dei becchini che, appena sentono che qualcuno è malato, corrono da lui e aspettano con ansia che muoia per poter guadagnare sulla sua sepoltura.

Questa linea difensiva è stata adottata anche da altri portaparola o simpatizzanti di Al-Qaeda. Quello che più fa sentire la sua voce é Hani Al-Siba'i, un islamista egiziano che vive a Londra e che appare frequentemente sulle televisioni satellitari arabe e sulla stampa. Dirige anche il Al-Maqreze Center for Historical Studies e possiede un website www.almaqreze.net.

Una terza categoria di risposte è quella dei jihadisti indipendenti. Quelle più importanti sono finora venute da Abu Basir Al-Tartusi, un importante sceicco radicale. Al contrario di Al-Qaeda, egli non pensa che Sayyed Imam sia stato costretto a scrivere il suo libro e offre una serie di motivazioni per avvalorare che il libro sia stato scritto per convinzione. Al-Tartusi confuta gli argomenti centrali del libro che ritiene troppo deboli per poter cercare di fermare il jihad.

 Accusa inoltre Sayyed Imam di andare da un estremo all'altro facendo notare che, in passato sia lui stesso che il mentore di Al-Zarkawi, Sheikh Abu Muhammad Al-Maqdisi, avevano criticato Sayyed Imam per essere troppo radicale e troppo sbrigativo nel definire altri mussulmani come apostati. (per maggiori dettagli su  Abu Basir Al-Tartusi, vedi MEMRI Special Report No. 40, "Expatriate Syrian Salafi Sheikh Al-Tartusi Comes Out Against Suicide Attacks," 10 Febbraio 2006.

(http://memri.org/bin/articles.cgi?Page=archives&Area=sr&ID=SR4006).

 

Va notato che le revisioni di Sayyed Imam sono meno ardite di quelle di Al-Gama'a Al-Islamiyya. Lui non dice chiaramente che gli attuali capi di stato dei paesi mussulmani siano degli apostati; la ragione per cui proibisce di combatterli è dovuta al fatto che le probabilità di successo sono scarse o nulle e che perciò l'opposizione armata fa più male che bene. Egli non ha peraltro ripudiato quanto affermato in precedenti scritti, affermando semplicemente di essere stato frainteso. Egli è molto più chiaro su altri argomenti come la proibizione della Sharia di uccider turisti stranieri, civili in paesi occidentali e così via. Circa quello che dica o non dica di preciso nel documento, è un argomento complesso sul quale si ritornerà nei rapporti futuri.

Nelle prossime settimane e mesi, il MEMRI darà un esteso servizio informativo sul nuovo libro di Sayyed Imam e sulle reazioni provocate. Come introduzione all'argomento. Il MEMRI pubblica in questo rapporto i primi due capitoli di un'intervista, composta di sei parti, data da Sayyed Imam al giornale Al-Hayat. Nell'intervista ha parlato a lungo dell'11 Settembre, il suo rapporto con Al-Zawahiri e sulla nascita di Al-Qaedaed ha descritto l'11 Settembre come tradimento e perfidia, Al-Zawahiri come un ciarlatano pronto a tradire gli amici,  Bin Laden comequalcuno senza una solida educazione religiosa ed AQl-Qaeda come un'organizzazione senza autorità sulla Sharia e senza una bussola morale.

Nel corso della sua vita Sayyed Imam si è sempre tenuto lontano dai media e questa è la prima volta che ha parlato apertamente alla stampa di questi argomenti.

Leggi il rapporto completo in inglese: http://memri.org/bin/latestnews.cgi?ID=SD178507




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