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Moratoria, conto alla rovescia a Palazzo di Vetro PDF Stampa E-mail
lunedì 17 dicembre 2007

onu_palazzovetro.jpgC'è grande attesa per quanto avverrà domani pomeriggio all'Assemblea Generale dell'Onu che si riunirà per votare la risoluzione sulla Moratoria della pena di morte. L'evento verrà seguito passo passo, a partire dalle 16 (ora italiana), dalla sede di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale in via di Torre Argentina 76, a Roma, dove è prevista la diretta dalle Nazioni Unite aperta al pubblico e alla stampa.

Motivata dalla preoccupazione per la sussistenza della pena di morte nel mondo, essa vuole incidere sul comportamento degli Stati che vi aderiranno: nella fattispecie chiede a quegli Stati (sono ancora 83 nel mondo)  che mantengono la pena di morte , di rispettare gli standard internazionali che salvaguardano i diritti di coloro che sono in attesa dell'esecuzione della pena capitale, con l'auspicio che si possa restringere progressivamente il numero di esecuzioni e la quantità dei reati per i quali la pena di morte è imputabile.

"La risoluzione dell'Onu - ha detto Sergio D'Elia - non sarà un decreto legge ma un documento dal valore politico e morale enorme di cui noi abolizionisti e gli stati che ancora mantengono la pena di morte potremmo avvalerci quando si tratterà di decidere se fermare un'esecuzione o abolire la pena di morte. Mai come in questo caso credo sia vero che non c'è diritto alla vita senza vita del diritto, per cui occorre fin d'ora riflettere sulla necessità e sulle modalità per passare dall'affermazione di un principio alla sua attuazione".

Proprio poco più di un anno fa, presentata da Sergio D'Elia e sottoscritta da rappresentanti di tutti gruppi politici, alla Camera dei Deputati veniva approvata all'unanimità una mozione, con la quale il governo italiano si impegnava a presentare alla sessantunesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite  in consultazione con i partner dell'Unione europea, una proposta di risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali in vista dell'abolizione completa della pena di morte. Di fatto si è dovuto attendere l'inizio della sessantaduesima sessione ordinaria, lo scorso settembre, perché la mozione fosse di fatto presentata.

Non è la prima volta, tuttavia, che l'iter della moratoria trova ostacoli, né che  l'Italia si fa promotrice della battaglia contro la pena di morte.

 Tra il 1994 e il 1999 altre due risoluzioni italiane erano giunte al Palazzo di vetro, senza che, però, ci fosse un esito positivo, rimanendo quindi lettera morta. I motivi di questi due precedenti fallimenti possono essere ricercati, in prima istanza, nella diversa situazione geopolitica della metà degli anni '90: basti pensare che gli stati membri dell'ONU con la pena di morte, all'epoca, erano 97, e oggi sono meno di una sessantina.

Altresì va considerata la divisione interna all'Unione Europea presente alla vigilia dell'apertura della sessione del settembre del 1999: le posizioni assunte riguardo al progetto di Moratoria, dai vari Stati Membri, non erano riuscite a costituire un fronte comune minando di fatto la credibilità del progetto di risoluzione.

 L'Italia era rimasta isolata - secondo le ricostruzioni dell'epoca - mentre Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Lussemburgo e Germania avevano spinto per respingere l'ultimo compromesso, un emendamento presentato dal Messico per conciliare gli opposti, per non scendere a compromessi sul principio.

Domani però ci dovrebbero, finalmente, essere buone possibilità. Stando alle previsioni di voto di Nessuno tocchi Caino (più volte verificate e confermate dalla Farnesina e dai partner europei) . La risoluzione "per la moratoria delle esecuzioni in vista dell'abolizione" dovrebbe ottenere in Assemblea Generale una maggioranza certa: dai 106 ai 108 paesi voteranno a favore, la maggioranza assoluta dei 192 paesi membri dell'ONU, una maggioranza che non potrà mai essere intaccata dai contrari (dai 61 ai 68), tenuto conto anche dei non pochi paesi che si asterranno (dai 16 ai 18) e dei paesi indecisi (7).

Martha Talamè




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