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di NOREEN LOIACONO
Dopo il trionfante ed inaspettato successo di "La spettatrice", non potevamo farci sfuggire l'ultima pellicola di Paolo Franchi, che questa volta decide di declinare, il tema, a lui ( evidentemente) così caro e radicato nei nostri giorni, della depressione. Questo male di vivere, questa stanchezza latente dell'anima, attraversa come un velo l'opera, senza trionfare come nella precedente; rimane in cantina e gli echi lontani pesano ancor di più su questo film che poteva e doveva essere di più.
Franchi, ha un approccio confidenziale, ma non convenzionale, con la macchina da presa e lo si sente per tutta la durata della pellicola, il suo tocco originale e l'approccio estetico e profondo che si innesca e procede per tutta la durata del film, ci lascia ancor di più con l'amaro in bocca, nel percepire l'energia di un autore che nella sua ricerca estetica, lascia evaporare la sostanza.
Lo scalpore suscitato dalla pellicola, in corso alla 64esima mostra di Venezia; è dovuto alla scena di nudo integrale, con tanto di erezione, che vede protagonista Elio Germano in compagnia di Mimosa Campironi, di Incantesimo.
I personaggi frammentati dal montaggio, dai suoni, dall'esplicitazione cruenta del loro male, non riescono ad entrarci dentro, perduti tra un inquadratura che troppo velocemente ci dice tanto di loro.
Bruno Ledeux, quarantenne, nel silenzio di un ambulatorio, scopre che non potrà più avere figli: già (apparentemente) incline, ad una sorta di "spleen" Baudleriano, affonda ancor di più nei meandri di un amarezza che decide di vivere in solitudine; non dice niente infatti, della diagnosi ad Anne, la sua bella moglie, che sembra non desideri altro per coronare il loro amore; ridotto in realtà ad intensi rapporti sessuali.
Non dice niente, neanche del suo grosso debito con Giorgio Neri, un vero e proprio usuraio che si nasconde dietro il rassicurante ruolo di direttore di banca. Sceglie quindi la solitudine della mente, che sembra riavvolgere il nastro in certi casi e tutto ciò che di noi è stato; in questo caso un passato in Svizzera, un padre; artista riconosciuto ed acclamato, egoista e manipolatore, morto da poco e di cui si celebra una mostra, una vita senza affetti; come uno tsunami, travolgono e fondono il presente ed il passato; facendo di Bruno un cumulo di macerie-ricordi, di rabbia e insoddisfazione.
Mentre, un ragazzo, apparentemente senza alcun legame, con Bruno, piomba nella sua vita, con prepotenza ed un pizzico di follia. E' Luca, assolutamente spaesato, impulsivo, con quella vena senza voce, nei manuali di psicologia; che solo un attore splendidamente unico, come Elio Germano, poteva conferirgli.
Anche Luca, vive in un mondo di tunnel sotterranei, bui, nascosti, personali; che sembrano guidarlo senza sosta nel suo imprevedibile stato di ebbrezza e silenzio. Entrambi legati, dall'odio verso i rispettivi padri, che hanno vissuto, nelle modalità opposte: Bruno passivamente, alimentando il suo rancore sotto la brace e Luca, in uno slancio continuo verso l'azione, uccidendo suo padre: Giorgio Neri.
Questo legame implicito, in un atmosfera onirica, da sogno, ci fa persino dubitare sulla realtà che ci viene mostrata; e ci si domanda, se il mondo pensieroso e nuvoloso di Bruno, non possa sfociare in qualche allucinazione o nella proiezione del suo contrario e doppio: Luca.
Il titolo, più volte frainteso; rimanda in realtà alla "falsa qualità " degli eroi, che sono in realtà esseri umani e che agiscono quasi sempre, per un proprio e personale tornaconto.
La maestria è tanta, ma ci sembra sfruttata solo per stupire; la realizzazione di un opera circolare, surrealista ( per certi versi), l'importanza del tema ( trattato con freddezza), una complessità oltremodo calcolata, la ( quasi) perfezione senza un anima, la sottrazione ( giusta, come ricerca) esasperata, su un opera di cui rimane uno scheletro e ci fa rabbia l'idea che qualcosa di potenzialmente delizioso ci lasci con i crampi allo stomaco.
Nessuna Qualità agli eroi
Regia: Paolo Franchi
Cast: Bruno Todeschini, Elio Germano, Irène Jacob, Maria De Medeiros, Paola Graziosi, Rinaldo Rocco, Alexandra Stewart
Sceneggiatura: Paolo Franchi, Daniela caselli, Michele Pellegrini
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