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Dieta Mediterranea e Storia dell'Assenzio PDF Stampa E-mail
domenica 24 febbraio 2008

assenzio.jpgdieta.jpgdi EDOARDO CICCHINELLI

Dall'editore Mattioli 1885 "La dieta mediterranea: dalle piramidi egizie alle piramidi alimentari" di Donatella Lippi e Carlo Maria Rotella, e per Stampa Alternativa, collana eretica, "La fata verde - storia dell'assenzio" di Alex Panigada. Due libri su due fatti gastronomici diversi, ma che testimoniano come per millenni il cibo è stato sempre una questione non solo climatica, ma anche sociale e culturale, una convezione che rafforza e certifica l'intuizione di Feuerbach del si è ciò che si mangia.

"Là dove l'ulivo s'arresta, finisce il Mediterraneo" - Il consumo alimentare spontaneo, proprio delle società più arcaiche, nel corso dello sviluppo delle civiltà mediterranee viene via via sostituito da prassi più elaborate, ed è su queste che Donatella Lippi, professore di storia della medicina all'università di Firenze, getta uno sguardo a volo d'uccello. Pitagora imponeva ai suoi adepti l'astensione dal mangiare le fave; Catone attribuiva al cavolo crudo (che dal gambo reciso stilla una sostanza biancastra) la sua prolificità. La medicina antica di Ippocrate o Galeno usa il cibo per ristabilire gli equilibri nel corpo: il cibo è classificato in umido, secco, caldo, freddo, e ad ogni disturbo corrisponde una "dieta" consigliata.

Ma l'excursus di Lippi affronta anche temi storici più vicini a noi, e dalle suggestioni intriganti. Il Fascismo indirizza il consumo alimentare degli italiani privilegiando i contenuti energetici dei cereali a scapito di quelli proteici basati sulle carni, nell'ottica di quel tentativo autarchico che voleva il paese non dipendente dalle importazioni dall'estero. Successivamente fu il fisiologo americano Ancel Keys, inventore della Razione K, a riscoprire agli inizi degli anni Sessanta lo stile di vita Mediterraneo, una cucina inventata dalla povertà ricca di grassi polinsaturi.

Ma dopo tanto parlare è il momento di sedersi a tavola. Ed in questo ci aiuta il secondo autore, il professor Carlo Maria Rotella, ordinario di Endocrinologia. Il modello a piramide è stato ampiamente utilizzato dai dietologi per rappresentare ordini di quantità degli alimenti: cibi alla base della piramide dovranno essere consumati in misura maggiore rispetto a quelli verso la punta. Rotella propone una sua variante "alla toscana", basati su consumi giornalieri, settimanali o occasionali ispirati a quelli della tradizione contadina del centro Italia.

La Fata Verde è invece una curiosa ricerca sull'assenzio, la bevanda dal caratteristico colore verdastro legata alle leggende dell'epopea dei "poeti maledetti". Liquore messo al bando in Europa tra l'inizio del Novecento e la Seconda Guerra Mondiale. Il distillato di Artemisia Absinthium si dice che aumentasse creatività e inducesse stati mentali introspettivi, quasi una musa ispiratrice.

Le storie che si celano dietro questa bevanda sono molte e curiosissime. Dalle prime distillerie svizzere, in seguito pare che fosse utilizzato dalle truppe francesi nella guerra d'Algeria (quella del 1840), per purificare l'acqua, e da lì si diffuse nel continente. I presunti effetti allucinogeni si devono al tujone, una sostanza tossica effettivamente presente nel distillato, ma non sufficiente nelle quantità disponibili a esercitare effetti significativi. Tutt'altro che trascurabile invece il grado alcolico, intorno ai 68 gradi. Alcune storie di cronaca determinarono un acceso proibizionismo contro l'assenzio, che in pochi anni sparì dalla circolazione. Per sostituirlo, nacque il Pastis.

Dopo l'oblio, intorno alla metà degli anni Novanta l'assenzio è tornato in commercio, ma spesso si tratta di intrugli solo vagamente ispirati alla Fata Verde. Anzi, a detta dell'autore, il rituale oggi proposto in molti bar di fiammeggiare una zolletta di zucchero su un cucchiaino, da aggiungere al liquore, è una stravaganza tutta moderna per occhieggiare ai riti degli eroinomani e aumentare le suggestioni.

L'assenzio, bevuto tra le 17 e le 19 (l'ora verde) era l'aperitivo più tipico della belle-epoque, e bevitori d'assenzio furono soggetti di quadri e disegni, di romanzi e di poesie. Un consumo di massa, spazzato via da qualche fattaccio (senza, peraltro, che la poesia e l'arte in generale ne risentissero particolarmente).

Esaustivo il lavoro di Panigada, che accanto alle notizie di carattere storico aggiunge una galleria fotografica, cocktails e ricette a base di assenzio, un glossario, note cinematografiche e letterarie e tanti piccoli suggerimenti per gustare l'assenzio (legale) anche ai giorni nostri.

Donatella Lippi
Carlo Maria Rotella
La dieta mediterranea - dalle piramidi egizie alle piramidi alimentari
p. 70, 16,00 €
Collana Explora
Mattioli 1885 - 2007

Alex Panigada
La Fata Verde - Storia dell'assenzio
Prefazione di Andrea Pinketts
p. 100, 10,00 €
Collana Eretica
Stampa Alternativa - 2007



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