|
Pagina 1 di 2
di MAURIZIO DI GIACOMO
Sabato 2 febbraio 2008 con buona probabilità sarà nominato il nuovo vescovo di Pisa: mons. Giovanni Paolo Benotto, 59enne a settembre, fino a questo momento vescovo di Tivoli nel Lazio, benché originario di Pisa. Egli succede al bolognese mons. Alessandro Plotti, una delle figure più notevoli dell'episcopato italiano. Il ritorno a casa di mons. Benotto è stato favorito da diversi motivi. In primo luogo il rifiuto di mons. Rino Fisichella, attuale rettore della Pontificia università lateranense e uno dei vescovi ausiliari di Roma, ad accettare quella sede offertagli di persona dal segretario di stato il cardinale Tarcisio Bertone. A favore di mons. Benotto ha giocato anche il fatto che egli ha portato a termine la sua missione a Tivoli. Vi era stato designato nel 2003, in un contesto molto accidentato.
La diocesi retta fino ad allora dal friulano mons. Pietro Garlato era finita, all'insaputa di quel vescovo, sotto la tutela di una lobby di francescani, uno dei quali ex segretario del cardinale africano Bernardin Gantin prefetto della congregazione per i vescovi. Questa lobby aveva venduto alcuni immobili della diocesi di Tivoli in un quadro a dir poco inquietante. Uno dei frati coinvolti, una notte, era giunto sanguinante al pronto soccorso del policlinico Agostino Gemelli di Roma.
L'arrivo era stato giustificato con la motivazione: incidente di macchina per guida in stato di pre-ubriachezza. In realtà le ferite erano frutto di un avvertimento di un "entità" non estranea al prestito a tassi da usura. Di fronte allo scenario inedito, il cardinale bresciano Giovan Battista re, prefetto della congregazione per i vescovi e l'allora nunzio apostolico un Italia, il piemontese mons. Andrea Cordero di Montezemolo, avevano gettato le basi per un aiuto finanziario chiavi in mano alla diocesi di Tivoli.
Scaduto perché ultrasettantacinquenne mons. Garlato, la Santa Sede ha avviato il rinnovamento designando a nuovo vescovo don Benotto, fino a quel momento vicario della diocesi di Pisa. Assertore di una spiritualità legata al Concilio Vaticano e convinto diffusore della dottrina sociale della chiesa, mons. Benotto ha avuto la soddisfazione di vedere l'avvio della causa di beatificazione di un cittadino di Tivoli illustre: Igino giordani, ex eletto alla costituente nelle fila della democrazia cristiana e de facto il ''padre '' del movimento dei focolari, in origine fondati dalla trentina Chiara Lubich.
Un'altra causa di beatificazione, essendo mons. Benotto alla guida di Tivoli, ha fatto registrare passi in avanti: quella di mons. Guglielmo Giaquinra, fondatore del sodalizio ''pro sanctitate '' e per alcuni anni vescovo di Tivoli. Con quale mandato mons. Benotto ritorna tra le mura natie, al momento, non e' dato di sapere: la sua scelta ha congelato le aspirazioni di mons. Riccardo Fontana, attuale vescovo di Spoleto-Norcia, in una visione strategica che puntava alla diocesi di Firenze. Quest'ultima tra alcuni mesi vedrà la nomina di un coadiutore, con diritto di successione, nella persona del Lodignino (ovvero originario di Lodi/Milano) mons. Rino Fisichella.
E il cerchio a quel punto si chiuderà.
|