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21/02/19

"Mali, nuovo avamposto qaedista"


Pubblicato Venerdì, 20 Luglio 2012 13:39

 

Rossella Urru è stata liberata in Mali, pur essendo stata rapita nel sud dell'Algeria, ma i rapimenti degli occidentali che si avventurano, per lavoro o per piacere in Africa, aumenteranno.

 

"Non solo perché i governi in genere pagano profumatamente, per riportare a casa i propri connazionali ma anche perché la situazione in Sahel è totalmente fuori controllo e i terroristi islamici del Maghreb, legati ad al Qaeda, si stanno diffondendo dall'Azawad, la regione a nord del Mali conquistata quattro mesi fa dai tuareg delI'Mla proprio grazie all'aiuto armato dei terroristi, nella zona centrale e occidentale del continente".

 

È un quadro della situazione drammatico quello delineato dall'avvocato maliano Dembà Traorè, per anni deputato e dal 2011 segretario del Partito radicale transnazionale. Traorè ha 40 anni, è di religione musulmana, lotta da sempre per i diritti delle donne, contro le mutilazioni, genitali e la pena di morte.


Segretario, lei è ancora consigliere politico nel suo Paese, perché la zona nord del Mali è diventata la base da cui si sta diffondendo il terrorismo islamico?

 

Perché il Mali è un Paese estremamente indebolito dalla guerriglia tuareg dell'Mla che questa volta è riuscita a trovare un alleato importante nei gruppi terroristici che si sono formati nel Sahel, come Ansar Edine e il Mujao, che erano basati nella confinante Algeria. I tuareg, è vero, sono sempre stati emarginati in Mali, ma alla fine avevano sempre trovato un accordo con il governo centrale per strappare concessioni e diritti. Certo non solo sono stati vittime di ingiustizie ma anche della miopia del governo centrale che non ha capito l'evolversi della situazione.


Il terrorismo islamico, rinvigorito dai successi in Somalia e Nigeria ne ha dunque approfittato?

 

Sì e ha offerto all'Mla, il gruppo più agguerrito della galassia tuareg, una sponda molto forte costituita da armi e soldi. I tuareg inoltre si erano già fortificati da soli partecipando alla guerra in Libia, combattendo per Gheddafi, che li aveva protetti in passato. Quando la guerra è finita e sono tornati in Mali, si sono portati dietro un sacco di armi. Che continuano ad arrivare loro anche dall'Algeria. Mentre l'esercito del governo centrale è a secco perché, non avendo il Mali sbocchi sul mare, i carichi di armi rimangono per mesi bloccati nei porti del Senegal, della Guinea Conakri e della Costa d'Avorio (dall'Algeria i terroristi riescono a ricevere le armi via mare, ndr).

 

Però ora Mia è finito sotto il tallone dei terroristi islamici che lo avevano aiutato a proclamare la repubblica indipendente dell'Azawad?

 

È proprio così, ora i tuareg devono subire la violenza dei loro ex alleati che stanno mettendo a ferro e fuoco tutta la zona e stanno distruggendo le principali città come Timbuctu, che peraltro conservava antichi manoscritti proprio della cultura tuareg e offriva loro entrate economiche grazie al turismo.

 

Insomma sia il governo centrale sia i liberatori dell'Azawad sono stati fregati dall'astuzia del terrorismo islamico o dalla mancanza di solidarietà di tutta l'Africa occidentale?

 

Entrambe le cose. L'Algeria, pur avendo ancora parte del suo staff diplomatico sotto sequestro ha subito detto che non farà azioni militari fuori dai suoi confini. In questo modo ha lasciato solo il governo centrale del Mali, che non era preparato per fronteggiare una guerra. Ma nemmeno la comunità internazionale fa nulla.

 

Rob. Zun.

 

(da 'Il Fatto Quotidiano' del 20 Luglio 2012)



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