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20/10/18

Friuli Venezia Giulia, il tonfo del M5S


Pubblicato Lunedì, 30 Aprile 2018 12:20

Partiamo da un numero di qualche giorno fa, strombazzato su qualche media nazionale: il M5S sale al 34%, secondo le intenzioni di voto degli italiani sondate da quel furbacchione di Piepoli. Sarà realistico? Chissà.

 

Se consideriamo il flop degli ultimi sondaggi pre-elettorali, converrebbe andarci cauti. Perché, se il risultato delle ultime elezioni avesse rispecchiato la tendenza media fornita dai più accreditati istituti specializzati, il Parlamento avrebbe avuto una composizione ugualmente ingarbugliata, ma con equilibri tra le forze in campo ben diversi.

 

Infatti, qualcuno ricorderà, il M5S veniva dato tra il 27 e il 30%, il Pd intorno al 22%; mentre Forza Italia, anche se di un'incollatura, si attestava sopra la Lega, Liberi Uguali toccava il 6%, Più Europa superava la soglia del 4%.... Bene, sappiamo come è finita.

 

Ciò conferma che certi rilevamenti statistici lasciano il tempo che trovano e andrebbero commissionati con più parsimonia. Ciò che conta, piuttosto, è sempre e solo il voto reale, quanto mai variabile di questi tempi.

 

Uno di questi – anche se limitato a una regione – riguarda oggi il Friuli Venezia Giulia. Esso fotografa, a quasi 2 mesi dalle Politiche, la crescita esponenziale del centro-destra e della Lega, il buona risultato di Forza Italia, l'inopinata tenuta del Pd, il dimezzamento dei voti grillini.

 

Il dato ci dice che nulla è scontato. Per cui, a dispetto di quanto si tenda a far credere, non è detto che un nuovo voto a stretto giro, anche con l'indecente legge elettorale, non possa offrire un quadro differente, anche di gran lunga, rispetto a quello del 4 marzo.

 

Certo, il Friuli Venezia Giulia non è l'Italia, il sistema di voto non è lo stesso e le regionali non sono le politiche. Tuttavia, una certa tendenza sull'orientamento elettorale nel breve periodo c'è, confermata in buona sostanza, con le dovute differenze Nord-Sud, anche dalle elezioni in Molise della settimana scorsa.

 

Morale: se c'è un partito - proclami a parte - che ha da temere dall'interruzione sul nascere della legislatura, questo è il Movimento 5 Stelle. (red.)

 

 



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