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21/07/19

Brucia l'Ucraina, 25 morti nella notte. Yanukovitch: "Inaccettabile"


Pubblicato Mercoledì, 19 Febbraio 2014 12:23
  • Francesca Pisano

L'Ucraina “è un'isola di libertà e noi la difenderemo” ha dichiarato Vitaly Klitschko, leader del partito d'opposizione Udar, esortando i manifestanti a difendere la piazza. E la piazza prende fuoco: sono almeno 25, e il bilancio potrebbe salire, le persone che hanno perso la vita negli scontri tra forze di sicurezza governative e manifestanti filoeuropeisti scoppiati ieri a Kiev e proseguiti per tutta la notte.

 

Tra le vittime, secondo il ministero della Salute ucraino, ci sarebbero 7 agenti e 13 civili, tra cui anche il giornalista Vyacheslav Veremiy, picchiato e ferito da colpi di arma da fuoco sparati da sconosciuti a Kiev, mentre sarebbero oltre 250 le persone ricoverate in ospedale.

 

Allo scadere dell'ultimatum (le 18 ora locale) imposto dalla polizia per lo sgombero di piazza Maidan, roccaforte della protesta, le truppe antisommossa hanno hanno caricato la piazza con mezzi blindati e idranti, sotto una pioggia di granate e lacrimogeni, per demolire le barricate erette dai dimostranti.

 

“L'opposizione oltrepassato i limiti sperando di arrivare al potere grazie alla strada, e i responsabili saranno giudicati - ha detto oggi il presidente ucraino Viktor Yanukovitch mentre l' assalto ai manifestanti in piazza era ancora in corso - I leader dell' opposizione non hanno considerato il principio democratico secondo cui si ottiene il potere con le elezioni e non nella strada. Hanno superato ogni limite chiamando la gente a prendere le armi”.

 

Ma secondo l'opposizione è il presidente ucraino a reagire “in modo inadeguato alla situazione”: Yanukovitch, sostiene Arseniy Yatsenyuk, leader del partito della Madrepatria, deve “mettere fine al bagno di sangue e proclamare una tregua”.

 

Intanto Kiev è ancora in fiamme e nella notte alcuni manifestanti hanno assaltato e occupato diversi edifici pubblici a Leopoli, bastione nazionalista nell'ovest dell'Ucraina, tra cui la sede della Polizia, quella dei servizi speciali, il palazzo della Regione e un deposito di armi dell'esercito.

 

A Ivano-Frankivsk, sempre nell'ovest, una cinquantina di dimostranti hanno assalito e occupato il palazzo della Regione mentre nella regione di Ternopil i manifestanti hanno gettato delle bottiglie molotov contro il commissariato di Polizia, incendiandolo.

 

Una violenza ianudita, quella che si è abbattuta sull'Ucraina, che sta spingendo i vari attori internazionali a valutare la possibilità di prendere provvedimenti immediati nei cofronti del Paese: “Probabilmente – ha spiegato l'ambasciatore tedesco a Parigi, dove oggi Angela Merkel darà ricevuta da Francois Hollande – ora si può riflettere assieme sulla necessità di sanzioni” contro l'Ucraina, sottolineando però il dovere di “esercitare maggiori pressioni sul governo ucraino” senza “punire la popolazione”.

 

Mosca, invece, continua ad accusare l'Europa di dare sostegno a una protesta le cui frange estremiste sono ben rappresentate e poco controllabili: le violenze a Kiev, sostiene il ministro degli Esteri russo – sono la “diretta conseguenza” della politica dell'Occidente.



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