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17/06/19

Iniziativa Italia-Africa, diritti umani-sviluppo economico binomio vincente


Pubblicato Domenica, 12 Gennaio 2014 21:32
  • Francesca Pisano

“Le questioni dei diritti umani e civili vanno di pari passo con la crescita della governance e dell’economia” così come “il dialogo politico può aprire a dialoghi economici e di altro tipo, ma le due gambe devono essere abbinate” e l’uno non può esistere senza l’altro.

 

I Paesi africani hanno ben inteso l’importanza del legame che sussiste fra sviluppo democratico da una parte e crescita economica sostenibile dall’altra, sostiene il Ministro degli Esteri Emma Bonino al rientro dalle missioni realizzate in Ghana e Senegal, nell’ambito dellIniziativa Italia-Africa.

 

Proprio per questo l’Italia ha intrapreso la strada della collaborazione politica ed economica con i Paesi africani nei quali sono presenti istituzioni più stabili e che si riconoscono nel binomio sviluppo democratico–crescita economica; mentre nei confronti di Paesi più fragili sotto questi punti di vista è necessario sostenere un impegno, da parte italiana ed europea, che supporti il progressivo affermarsi di metodi, condizioni e risultati volti al consolidamento democratico.

 

Nella prima delle due missioni, in Ghana, la ministro Bonino ha incontrato organizzazioni promotrici della tutela dei diritti umani e civili, imprenditori e cariche istituzionali coinvolti in un percorso di interazione e scambio in numerosi campi. Con il ministro della difesa del Paese africano, Mark Owen Woyongo, si è discusso dell’importanza di continuare a portare avanti le trattative per un Accordo con l’Italia in materia di Difesa. I problemi dovuti a fenomeni di pirateria sono strettamente collegati a questa tematica e per questo è necessario che vengano arginati coltivando rapporti di intelligence bilaterali, italiana e ghanese.

 

Altre preoccupazioni derivano dall’instabilità di Paesi quali il Mali, la Repubblica centrafricana e la Nigeria, per il timore di un “contagio regionale”. Proprio per porre un freno a tali criticità il Ghana è impegnato in operazioni di peacekeeping anche in Costa d’Avorio e in Sud Sudan e ha richiesto assistenza tecnica all’Italia per costruire e riattare ospedali militari per i feriti che tornano indietro dalle missioni.

 

Altro incontro significativo è stato quello con il ministro degli esteri Hanna Tetteh alla cui presenza Bonino ha ribadito che i due Paesi hanno priorità che si raccordano perfettamente in campi come agricoltura, energia, infrastrutture e investimenti nel settore privato che sono comunque già attivi. Per quanto riguarda la cooperazione economica ha poi sottolineato che l’Italia ha alcune eccellenze nel settore dei macchinari per il mantenimento della catena del freddo, necessari per la conservazione degli alimenti, secondo tecnologie a basso consumo energetico: “Le nostre forze possono unirsi, voi avete le risorse naturali, noi abbiamo la parte conservazione”. Inoltre si è soffermata sulla cooperazione in campo energetico, non solo per il gas e il petrolio, ma soprattutto nel campo delle rinnovabili.

 

Altro settore illustrato è stato quello delle infrastrutture nel quale “abbiamo punti di eccellenza, oltre che una buona reputazione” ha detto la ministro; “voi scegliete le priorità e noi cerchiamo di accordarci, per quello che possiamo”. Per l’agricoltura il ministro italiano ha affermato che le due realtà si prestano bene a un confronto in quanto “la struttura economica italiana è particolarmente adeguata perché fatta di piccole e medie imprese, non abbiamo tante multinazionali, ma vari tipi di reti regionali, uno sviluppo collegato ai territori e diffuso sui territori”.

 

Occorre quindi incoraggiare il nostro settore privato ad investire in Ghana e rendere attrattivo il Paese, perché le aziende arrivino visto che la competizione è alta anche nel campo degli investimenti. L’Italia e il Ghana devono quindi affrontare numerose sfide collaborando e creando delle partnership necessarie perché entrambi possano beneficiarne. E come ha affermato ancora Hanna Tetteh “se parliamo di investimenti per il settore delle infrastrutture o quello agricolo occorre parlare anche del rapporto tra Popoli perché la vita umana, il nostro modo di vivere, non è solo in funzione dell’economia. Ci sono tante aree a cui aspirare”.

 

Con la visita in Senegal, è emerso poi un bilancio di conferma delle aspettative italiane da una parte, per la grande disponibilità a collaborare e dall’altra si sono sviluppate nuove aperture come per il settore delle infrastrutture. I senegalesi hanno scelto infatti di puntare sulla ferrovia, “un’assoluta innovazione da salutarsi con grande positività”, ha dichiarato Bonino ai giornalisti.

 

Anche qui l’agricoltura viene inserita tra i vettori principali della partnership, non solo in vista di Expo 2015, ma come un sistema economico volto a prevenire l’urbanizzazione e l’emigrazione. Ciò vuol dire che ha grande interesse per l’Italia “sia dal punto di vista imprenditoriale che dal punto di vista politico (…) appunto per ridurre un impulso migratorio” che non si riesce a gestire, risolvendone le numerose problematiche collegate.

 

Il Senegal ha dimostrato un’apertura alla collaborazione economica anche per quanto riguarda l’elettricità e l’energia solare, è stato firmato infatti lo scorso 31 Dicembre il primo contratto, per un importo di 17 milioni di euro. Ma soprattutto il ministro italiano ha sottolineato quanto sia veramente importante la cooperazione politica, per quanto riguarda le questioni di genere, i diritti umani, il diritto internazionale. In questo senso un ruolo indispensabile avranno le campagne volte a coinvolgere l’opinione pubblica sia a livello bilaterale che a livello globale. Tra esse quella contro i matrimoni giovanili e i matrimoni forzati, “pratiche nefaste” contro le quali già sono in corso dialoghi e relazioni politiche che devono espandersi e diventare sempre più efficaci. Una realtà insomma quella del Senegal propria di “un Paese in transizione ma che nella sua stabilità offre moltissimi campi di azione comune”.

 

Staremo vedere nelle prossime tappe di questo percorso italiano e africano come ci si muoverà sui territori della Sierra Leone e della Costa d’Avorio, cominciando dal primo Paese nel quale si svolgerà la Conferenza regionale sull’abolizione e sulla moratoria della pena di morte, promossa dal Governo della Sierra Leone e da Nessuno Tocchi Caino. Gli obiettivi da portare avanti sono l’evoluzione del processo abolizionista nel Paese africano, la sensibilizzazione di altri governi dei Paesi appartenenti all’area e il sostegno alla risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali che sarà soggetta a voto durante la prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

 

 



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