Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

22/07/19

Per una “rivincita democratica”


Pubblicato Lunedì, 17 Luglio 2017 08:35
  • Roberto Granese

“Se […] i cosiddetti “democratici” […] non riaffrontano in chiave critica le loro contraddizioni interne e sciolgono i nodi di quella “questione liberale” […] la crisi difficilmente troverà una soluzione diversa dalla fine di questa democrazia e dalla probabilità di un’involuzione politica di dimensioni spaventose.”; così chiudevo il contributo al numero 109 di Quaderni Radicali intitolato “Un domani al Partito Democratico”. Oggi, a distanza di quasi quattro anni, al di là di qualsiasi accelerazione più o meno improbabile della fine della legislatura, troviamo un quadro politico i cui attori sono tutti profondamente cambiati, compreso, nello specifico, il PD.

 

Un PD che, passando dalle “grandi intese”, attraverso il governo Letta, il “patto del Nazareno”, la parabola del “marketing del riformismo” della stagione renziana e la pesante battuta d’arresto della stessa con il referendum costituzionale − che ne ha dissolto la forza propulsiva, ponendo le basi per l’attuale governo PD, a guida Gentiloni − ha comunque lasciato, alla fine di queste trasformazioni più o meno strumentali alla sopravvivenza della legislatura stessa o alle ambizioni più o meno palesi di questo o quel leader, il suddetto quadro intatto ed impermeabile nella sua “resistenza strutturale” a qualsiasi forma di immissione di quei contenuti liberali che sarebbero la premessa indispensabile per la sopravvivenza-esistenza-creazione del pur necessario “Partito Democratico”.

 

Quel partito, di cui cercheremo di tracciare a grandi linee un profilo socioculturale possibile nella realtà attuale, che possa fornire la base di cultura politica per un’alternativa possibile al desolante stato di dis-grazia in cui galleggia quell’avamposto europeo della crisi mondiale della democrazia che il nostro paese esprime ai massimi livelli in questo continente. Ma nel definire gli ingredienti che stanno alla base di questa “ricetta” democratica non possiamo fare a meno di analizzare, se pur sommariamente, le variabili di sfondo storiche e sociali che danno senso e funzione al concetto attuale di democrazia nell’Europa geografica e nello specifico in Italia.

 

Questo paese ha proceduto in modo non lineare attraverso le transizioni necessarie che portano il sistema democratico ad essere introiettato e riprodotto dalla società a tutti i livelli di interazione. La società italiana ha spesso saltato dei passaggi fondamentali dello sviluppo democratico, applicando le regole dall’alto ad un tessuto sociale che non ne aveva avuto e che non ne poteva avere un riscontro diretto attraverso i continui drammatici contrasti dialettici che le danno la legittimità. Un po’ come è accaduto nei paesi del ”socialismo reale”...

 

prosegui la lettura su Quaderni Radicali 114

 

 

---------------------------------------------

 

 

- E' uscito il numero 114 di Quaderni Radicali - Per un vero Partito Democratico

- Guarda la conferenza stampa di presentazione (Agenzia Radicale Video)

- Scarica sommario e anteprima su quaderniradicalionline.it

- Richiedi il numero a     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

- Il perché del numero nella video-rubrica Maledetta Politica

 

 



Nuova Agenzia Radicale - Supplemento telematico quotidiano di Quaderni Radicali
Direttore Giuseppe Rippa, Redattore Capo Antonio Marulo, Webmaster: Roberto Granese
Iscr. e reg. Tribunale di Napoli n. 5208 del 13/4/2001 Responsabile secondo le vigenti norme sulla stampa: Danilo Borsò