Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

12/08/22

Renzi e l’establishment


Categoria: EDITORIALI E COMMENTI
Pubblicato Martedì, 16 Luglio 2013 11:09
  • Danilo Di Matteo

Matteo Renzi sembrava aver rotto una consuetudine: quella dell’investitura dall’alto. Che si condividessero o meno i suoi progetti e il suo stile, egli era un outsider, e si proponeva prima come “rottamatore” (in un Paese ormai gerontocratico) e poi come modernizzatore, riprendendo lo spirito del “Lingotto”.

 

Ora invece il suo percorso pare essersi incontrato con quello del quotidiano la Repubblica, a dir poco distante rispetto all’esecutivo delle larghe intese.

 

Giovedì scorso la visita ad Angela Merkel, quasi a sancire la statura internazionale del sindaco (sulla scia del suggerimento e dell’esperienza di Massimo D’Alema con Helmut Kohl); da ieri in giro per l’Italia per partecipare alle “feste democratiche”, con una sorta di endorsement del giornale fondato da Eugenio Scalfari e sostenuto da Carlo De Benedetti. E proprio ieri la dichiarazione scettica sulla durata del governo di Enrico Letta.

 

Quella “scalata” che mostrava il volto liberale – la libera competizione di idee, visioni e propositi – di un partito, il Pd, divenuto davvero contendibile si trasforma in un’investitura dall’alto che prova poi a calarsi nei vari contesti.

 

La cifra di una subalternità culturale di fondo rispetto a coloro che “contano”: la Cancelliera tedesca, certa stampa italiana legata alla finanza e così via. E addio “rivoluzione copernicana”; addio, cioè, al tentativo di porre al centro il confronto e la lotta politica, unica via per restituire autonomia e autorevolezza alla dimensione politica, appunto, della vita pubblica.

 

Insomma: in Italia continua il vezzo di appellarsi alla “rivoluzione liberale” pretendendo di realizzarla con metodi illiberali.

 

 



Nuova Agenzia Radicale - Supplemento telematico quotidiano di Quaderni Radicali
Direttore Giuseppe Rippa, Redattore Capo Antonio Marulo, Webmaster: Roberto Granese
Iscr. e reg. Tribunale di Napoli n. 5208 del 13/4/2001 Responsabile secondo le vigenti norme sulla stampa: Danilo Borsò