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30/06/22

Il silenzio di “Torre Argentina” e di Radio Radicale sul ricordo di Maurizio Mottola


Categoria: EDITORIALI E COMMENTI
Pubblicato Mercoledì, 15 Maggio 2013 01:02
  • Silvio Pergameno

Occorrono purtroppo nella nostra esistenza evenienze che l’inspiegabilità rende inutilmente dolorose, e tra queste una si è dovuta registrare in questi giorni nel silenzio mantenuto da Radio Radicale sul convegno “L’arte del Vivere e del Morire” organizzato nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino a Napoli ieri 13 maggio in ricordo di Maurizio Mottola, deceduto lo scorso anno, un evento del quale questa Agenzia ha dato ampio resoconto e darà l’audiovideo completo.

 

Già 15 mesi fa, quando Maurizio Mottola venne a mancare, dai radicali di Torre Argentina e dalla Radio non fu data alcuna notizia.

 

Maurizio, medico, psichiatra, psicologo e psicoterapeuta, è stato rappresentante di rilievo dei fondamenti culturali e presenza attiva della militanza radicale, nelle lotte per l’istituzione del divorzio, la depenalizzazione dell’aborto, l’aborto non chirurgico, l’abolizione della legge manicomiale del 1904, la diffusione delle pratiche di meditazione, per l'attuazione della legge 180/1978 di riforma psichiatrica, per l'introduzione nella farmacopea italiana della pillola RU486, per i diritti civili. una presenza sempre vivace e severa, meditata e serena al livello politico, ospedaliero, universitario, amministrativo … Il convegno per commemorarne la scomparsa ha avuto il patrocinio del Comune di Napoli ed è stato animato dalla partecipazione di folto pubblico e di personalità nazionali ed internazionali.

 

Radio Radicale dobbiamo scriverlo con le maiuscole mentre un tempo anche il “partito” era “radicale”, scritto tutto con le minuscole, perché anche nella grafia del nome restasse salva l’immagine di un movimento che nel presentarsi come formazione politica restava alieno dal culto del potere o presunto tale.

 

Oggi, e non da oggi, i metodi sono altri e il silenzio è diventato triste e tristo strumento di potere anche là dove  – non a torto – ancora si rimprovera lo stesso peccato a partiti, stampa e media del regime

 

 



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