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20/08/22

Nota critica intorno al bonus edilizio


Categoria: ECONOMIA
Pubblicato Martedì, 05 Luglio 2022 15:45

Quasi tutti i cosiddetti partiti muovono la loro confusionaria, corrosiva azione per cercare di sopravvivere alimentando qualunquismo e demagogia, lontani dalle risposte politiche che sono  necessarie per uscire dalla crisi in cui viviamo, per motivi interni principalmente e per il quadro internazionale (vedi Covid, aggressione russa in Ucraina…). Specializzato in questo il Movimento 5 Stelle, attraversato da una profonda crisi di una possibile scomparsa.

 

Si fanno solo mosse di posizionamento, in previsione delle elezioni. Non si prendono decisioni, solo slogan. Per i bonus edilizi, per esempio, si battono molto anche per le unifamiliari, per ampliare la platea di consensi, tanto è tutto gratis. Draghi si è dichiarato contro, ma tutto procede. Con il disastroso Reddito di Cittadinanza (che è tutt’altra cosa del sostegno ai lavoratori che sono usciti da cicli produttivi esauriti e che devono essere reinseriti e di giovani che devono esser inseriti nel mercato del lavoro) e ora con il bonus edilizio, formulato con errori e incongruenze in modo tutt’altro che utile al rilancio dell’edilizia e all’utilità sociale urgente. Con questi due vessilli i 5S cercheranno di ottenere consensi…

 

Quello che segue è un contributo, chiesto a Savino De Rosa, già importante dirigente di azienda in numerose società internazionali, che chiarisce in sintesi le inesattezze e la mancanza di congruenza del bonus edilizia così formulato…

 

 

 

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di Savino De Rosa

 

Il Bonus edilizia (Sisma Bonus, Ristrutturazioni), è un provvedimento di vasta portata, sia in termini di esborso da parte delle finanze dello Stato, sia in termini di estensione sul territorio. Necessitava di una pianificazione capillare per valutare il sovraccarico per smaltire tutte le pratiche che confluiscono sulla macchina amministrativa, già di per sé inefficiente; idem per gli enti di controllo e in particolare per ENEA, preposta a verificare l'effettivo recupero di energia con l'applicazione del cosiddetto cappotto, nonché a verificare il perseguimento del consolidamento statico degli edifici per renderli meno vulnerabili al sisma.

 

Niente è stato fatto. Andiamo sulla tematica tecnica ma sempre legata alla pianificazione: un intervento così massiccio in tempi abbastanza ristretti necessita di progettisti preparati, di imprese con personale specializzato, di attrezzature come ponteggi, di materiali e di manufatti in enorme quantità.

 

Come si sta procedendo? I progettisti si sono caricati di lavoro non avendo poi la possibilità di seguirli in corso d’opera; si sono create tante piccole imprese con poca esperienza e con poco personale qualificato, che scompariranno al momento opportuno, questo vale anche per le agenzie della gestione del credito.

 

L'enorme richiesta di materiali con difficoltà a soddisfarla ha portato a carenze e quindi ad aumento incontrollato dei prezzi che è uno dei motivi della crescita dell'inflazione. Se il presupposto era ridurre i consumi energetici, riducendo di almeno 2 gradi la dispersione energetica degli edifici si dovevano concedere gli ecobonus a edifici residenziali non a seconde case al mare o in montagna vissute poche settimane all’anno.

 

Si doveva dare l'eco bonus ad edifici in base alla bolletta energetica media che non doveva essere inferiore ad un valore prefissato. Concederlo anche ad abitazioni mono familiari è un enorme spreco perché proteggere termicamente 100mq di una mono familiare costa il triplo rispetto a 100mq in un palazzo.

 

Sisma bonus si doveva dare solo ad abitazioni in zona sismica, non darlo a palazzine a uno due piani, dove il rischio di collasso è molto inferiore a quello di un edificio multipiano. Inoltre gli interventi di cui è sentito parlare sul sisma sono ridicoli rispetto a quelli che si dovrebbero fare come la legatura dei pilastri e le giunzioni delle travi, tenendo presente che l'incidenza del sisma il bonus è la cifra più rilevante del progetto. La mancanza di tutto questo è terreno fertile per le truffe e la malavita organizzata che si è inserita a piene mani tramite prestanomi.

 

Ogni punto, ovviamente, meriterebbe valutazioni e calcoli che dovrebbero essere fatti dalle strutture di governo, ma se c’è ne fossero le competenze….

 

(disegno da Foceri e Partnes business consulting)

 

 



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