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20/08/22

Ritratti di guerra , mostra fotografica di Pasquale De Antonis


Categoria: MOSTRE
Pubblicato Giovedì, 17 Settembre 2015 21:25
  • Giovanni Lauricella

Per “Teatri di guerra” espone Pasquale De Antonis (Teramo 1908-Roma 2001, ritratti di militari tedeschi, americani e inglesi realizzati tra il 1943 e il '44 nel suo studio a Piazza di Spagna, a Roma, dove stampava le fotografie che arrivavano clandestinamente dal fronte della resistenza.

 

Tra i ritratti in mostra anche Kappler che, inconsapevolmente, si fece fotografare da un esponente del Comitato di Liberazione Nazionale.

 

I liberatori americani erano impantanati in una logorante campagna d’Italia che i tedeschi, intenti a ripiegare, continuavano a ostacolare con ripetuti attacchi e contrattacchi. Era necessario superare la linea Gustav e Winston Churchill ordinò un successivo sforzo degli Alleati, per non fare un altro sbarco in Provenza che sarebbe stato troppo dispendioso e forse inutile. Perché tutto questo?

 

Le truppe inglesi, francesi ed americane avevano un appuntamento alle porte di Berlino con le truppe russe perché la capitale nazista doveva essere conquistata insieme dagli alleati per decidere gli esiti della vittoria così come era stato stabilito a Casablanca. Ma Stalin, che pure aveva avuto cospicui aiuti americani, voleva conquistare lui per primo Berlino (di qui le origini della guerra fredda): infatti già si trovava la capitale tedesca a tiro, nonostante subisse perdite spaventose.

 

 

Le truppe americane sbarcarono ad Anzio per riuscire ad aggirare i tedeschi, cosa che non riuscirono a fare perché rimasero troppo tempo sulle coste sud di Roma, e i nazisti ebbero il tempo necessario di organizzare la linea Gotica. Un grosso errore strategico aggravato dalla conquista di Roma che permise alle truppe germaniche di sgusciare a nord, causando un prolungamento della campagna d’Italia sino alla conclusione della seconda guerra mondiale con l’entrata vittoriosa dei russi a Berlino e la conquista di altro territorio ad ovest che costituirà il confine tra le due Germanie fino a qualche decennio fa.

 

When The Tigers Broke free” è la triste canzone scritta da Rogers Waters, componente dei Pink Floyd, il quale ricorda il padre scomparso nel disastroso e inutile sbarco di Anzio, quando il figlio aveva solo un anno.

 

L’errore della conquista di Roma fu fatto da un ambizioso generale americano di Madison Barracks, Mark Wayne Clark (1 maggio 1896-Charleston,17 aprile 1984) che, dopo aver fatto una controversa campagna d’Italia (in cui sacrificò inutilmente una compagnia di soldati texani ecc.ecc.)  volle  prendersi gli onori di conquistare Roma, anche per oscurare il carisma di un altro generale americano, il mitico George Smith Patton, che invece intendeva scontrarsi con i nazisti e liberare  definitivamente l’Italia; non solo, egli avrebbe voluto accelerare l’avanzata in Germania e contrastare l’Armata Rossa escludendola dall’Europa Centro-orientale. Qui riporto alcune frasi dell’esaltato Clark:

 

«Se l'8ª Armata britannica avesse tentato di avanzare su Roma, io avrei ordinato alle mie truppe di sparargli contro» (Mark Wayne Clark al generale Harold Alexander 30 maggio 1944)

«Il mio comandante, il presidente Roosvelt, mi aveva detto che Roma doveva essere presa prima dello Sbarco in Normandia e senza alcuna partecipazione britannica» (Mark Wayne Clark nelle sue memorie di guerra)

 

 

Eppure la festa che fecero i romani alle truppe alleate fu enorme perché non sopportavano un inutile proseguimento della guerra e speravano di ottenere la democrazia. Infatti tutti ambivano a farsi fotografare con i soldati americani che, oltre ad essere portatori di libertà, erano anche simpatici nonostante si trattasse di soldati conquistatori. Questo trionfo di immagine superò di gran lunga la sgangherata campagna d’Italia, compiuta militarmente dagli americani e l’ambizioso generale Clark acquistò un prestigio insperato.

 

Adesso guardate le foto dei volti dei sorridenti soldati americani ritratti da Pasquale De Antonis e ditemi se tutto ciò non corrisponde. Sarebbero foto desuete perché in bianco e nero e di ragazzi con divise di un tempo passato, eppure conservano ancora l’aura di quella grande festa che è stata la liberazione, esprimono quella simpatia che a noi resterà ahimè estranea, quantunque sempre desiderata.

 

"Ritratti di guerra" di Pasquale De Antonis

inARS Art Gallery presso la libreria Arion Montecitorio a Roma

in collaborazione del  collezionista Ovidio Jacorossi

14 settembre - 20 ottobre 2015

 

 



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