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01/06/20

Roma, piccoli spazi espositivi, less is more


Categoria: MOSTRE
Pubblicato Domenica, 23 Marzo 2014 16:53
  • Giovanni Lauricella

Chi si è trovato, venerdì 22 marzo, a vedere Striscia la notizia, la nota trasmissione comico-scandalistica in coda al Tg5 che riprende grottescamente le news giornalistiche, avrà visto il servizio sul MAXXI di Roma.

 

In chiave comica si mostravano le sale vuote di visitatori in un MAXXI popolato da curiose opere esposte di cui  nemmeno il personale sapeva come giustificare la presenza nel museo. Nello stesso sketch televisivo veniva preso in esame contestualmente anche il MACRO, per esemplificare i musei dove il pubblico non va, scandalo tipicamente italiano rimarcato poi da un breve intervento di Vittorio Sgarbi, che denunciava fra l’altro l’alto costo (160 milioni di euro) della costruzione del  MAXXI.

 

Sempre a Roma, ma come se fosse un altro mondo, alla galleria Menexa, un piccolo spazio a via di Montoro nel centro storico, Paolo Assenza partecipa a Ventinovegiorni, una rassegna che vede coinvolti un numero  sempre più interessante di giovani artisti, incentrata sul tema figurativo e simbolico del ciclo lunare, che è appunto di ventinove giorni. Le opere di Paolo Assenza sono caratterizzate da colori delicati e trasparenti che ricorda le sgocciolature di Twombly, e da uno stile informale che lascia affiorare qualche allusione naturalistica in armonia col tema.

 

Alto mondo romano è offerto da due giovani artiste che organizzano nel proprio studio abitazione un complesso programma di mostre e performance, che coinvolge un numero considerevole di artisti di tutte le nazioni, con pochissimi mezzi a disposizione ma con dei risultati eccellenti ci rallegra ma al contempo ci preoccupa per il confronto inevitabile con le attività culturali "ufficiali" che seguiamo giorno per giorno nella Capitale.

 

Entrando a Scala C. ALL, così chiamato proprio perché l’appartamento si trova al piano terra della scala C dello stabile in via Bixio vicino piazza Vittorio, ci si trova in un suggestivo spazio espositivo dove si vedono le installazioni e si assiste alle performance di Alecci e Di Paola Artefici d’Interni, Felix Burger, Giulia Caira, Giorgio Coen Cagli, Gianluca Esposito, Sandra Hauser, Francesco Impellizzeri, Simone Kessler, Penzo + Fiore, Anna Ramasco, Francesca Romana Pinzari, Bernardo Vercelli, Fernanda Veron, Nicole Voltan.

 

 

Negli intenti delle due organizzatrici Sandra Hauser e Nicole Voltan  lo studio in parola è un luogo "... di dialogo, relazione e connessione: con il tutto, con gli altri, con l’interno o l’esterno, il sopra e il sotto, con se stessi. Uno scambio tra artisti, perfomers e musicisti: creativi di un’arte d’avanguardia che si relazionano tra di loro e tra diverse discipline o tecniche artistiche apparentemente inconciliabili. Persone che rivendicano la possibilità di esporre se stesse e le proprie opere in una realtà privata e intima come quella di un condominio e in particolare della casa/studio delle artiste Sandra Hauser e Nicole Voltan, in un contesto autogestito ed indipendente, al di là di un circuito predefinito, di curatori, critici, galleristi, al di là di un sistema. C.ALL come chiamata, come squillo ad un citofono, come urlo in un quartiere, quello di Piazza Vittorio, oggi teatro di multi-etnicità e libertà di vita ed espressione, ma anche nuovo utero della creatività romana".

 

Che dire di questi artisti e di questi spazi espositivi che con poco danno tantissimo? Come dicono gli anglosassoni: less is more.

 

 



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