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21/02/19

Punto di fuga Wallenberg di Davide Amante


Pubblicato Mercoledì, 11 Febbraio 2015 01:48
  • Elena Lattes

Raoul Wallenberg, è un rampollo dell'alta borghesia svedese affidato alle cure del nonno paterno, quando giovanissimo rimane orfano. La sua illustre famiglia ha dato al Paese nordico grandi industriali, banchieri, politici e diplomatici e il suo futuro si prospetta altrettanto roseo.

 

Dopo aver studiato in Francia e negli Stati Uniti entra in affari con un esponente dell'ebraismo svedese e da questi viene segnalato ai rappresentanti del War Refugee Board - un ente internazionale per aiutare i rifugiati di guerra creato negli Stati Uniti nel 1944  con lo scopo di assicurare il "salvataggio, il trasporto e le cure delle vittime del nemico" - come miglior candidato da inviare a Budapest per tentare, in qualità di rappresentante diplomatico del suo Paese, di salvare quanti più ebrei possibile dalle deportazioni naziste.

 

A Budapest Robert, l'alter ego di Raoul in "Punto di fuga Wallenberg" di Davide Amante e pubblicato da Mira Edizioni, incontra una ragazza di cui si innamora e con la quale ha una breve, ma intensissima storia d'amore. La conosce ad una festa nella villa Balosh il cui proprietario, un influente editore di una rivista ungherese, si diverte ad organizzare cene alle quali invita nazisti e membri della Resistenza, nobili, informatori dei servizi tedeschi e rappresentanti diplomatici degli Alleati, in breve tutta l'alta società presente in  Ungheria, senza distinzione di schieramento bellico.

 

Nonostante la fulminea reciproca attrazione, non ha tempo e modo di approfondire la relazione: viene risucchiato dagli impegni e due giorni dopo parte per Berlino. Il pensiero, però, corre sempre alla sua lei. La incontra di nuovo l'anno successivo su un vecchio autobus di linea mentre torna all'ambasciata svedese di Budapest.

 

La giovane è molto più trasandata, smagrita, dimessa e distaccata, ma lui prova le stesse sensazioni della prima volta: ne è irrazionalmente e irrimediabilmente affascinato. Lei, ebrea, viene insultata e aggredita verbalmente: l'accesso agli autobus è per i soli ariani. Lui interviene e la salva facendola passare per un'esca-ostaggio, poi la porta all'ambasciata svedese dove in seguito troveranno rifugio, sempre grazie all'infaticabile operato di Wallenberg, altre centinaia di persone.

 

Mira, questo il nome della ragazza, diventa la sua amante, ma sarà anche e soprattutto una fedelissima e brillante assistente, aiutandolo nel salvataggio di numerosi perseguitati.

 

Anche qui, però, come in tutte le storie romantiche, non manca l'ostacolo che si frappone tra i due innamorati: il War refugee Board procura alla giovane ungherese un (poco o per nulla verosimile) biglietto aereo e l'asilo politico negli Stati Uniti, all'insaputa di Robert.

 

Lei lo lascia e, alla liberazione di Budapest, lui viene catturato dalle truppe sovietiche che lo porteranno nel più duro carcere moscovita. Lo tortureranno e lo terranno segregato in un manicomio criminale per diversi anni. Durante un trasferimento viene prelevato avventurosamente da soldati americani, fra i quali un giovane  ebreo di origine ungherese che egli aveva salvato da una retata nazista. Sull'aereo che lo porterà più tardi dalla Svezia agli Stati Uniti, incontrerà di nuovo per caso la sua amata Mira.

 

La relazione e il finale meno tragico di quello purtroppo realmente accaduto, rende la storia di Wallenberg un romanzo avvincente. L'intensità delle pagine erotiche attrarranno sicuramente chi è più avvezzo ai romanzi attuali che alla letteratura sul tremendo periodo storico della seconda guerra mondiale e del genocidio perpetrato dai nazisti.

 

Peccato forse che la distinzione fra quanto realmente accaduto e i particolari fantasiosi aggiunti da Amante non sia chiaro. Chi vorrà, però, approfondire potrà aggiungere alla nota storica in appendice dello stesso autore, la lettura del breve saggio di Domenico Vecchioni pubblicato da GBE con il contributo dell'ambasciata di Svezia a Roma.

 

 



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