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18/11/19

Biotestamento subito al Senato!


Categoria: COSE RADICALI
Pubblicato Lunedì, 08 Maggio 2017 09:46

Dopo 15 mesi di discussione, la Camera ha approvato la legge sul testamento biologico in prima lettura: 326 favorevoli, 37 contrari e 4 astenuti. È una svolta verso il rispetto delle volontà dei pazienti e della dignità della persona. Questo primo risultato sarebbe stato impossibile senza il coraggio di coloro che hanno lottato pubblicamente per veder rispettate le proprie volontà, da Welby a Trentini, passando per Englaro, Nuvoli, Ravasin, Velati, Fanelli, Piludu, Fabo e tanti altri.

 

Per impedire che sia vanificato il lavoro fin qui svolto e per chiedere un esame immediato della legge al Senato e scongiurare le manovre di chi vuole ritardare il passaggio della legge sperando nella fine della Legislatura, l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica ha convocato due settimane di mobilitazione nazionale per la prima metà di maggio, che sono già partite da alcuni giorni e culmineranno nel weekend del 13-14 con iniziative in tutta Italia. In particolare proprio il 13 maggio a Firenze e Bologna un notaio sarà a disposizione per autenticare i testamenti biologici.

 

Il passaggio del Senato sarà importante - secondo i promotori dell'iniziativa - anche per chiedere ai Senatori di:

 

- Eliminare il rimando alla "deontologia professionale" come motivazione per ostacolare la volontà del paziente, insieme a formulazioni ambigue sul trattamento psicologico per i malati che vogliono interrompere le cure;

 

- Eliminare i meccanismi burocratici che prevedono che le DAT debbano essere redatte con scrittura privata autentica e debbano essere consegnate personalmente dal disponente presso l'ufficio dello stato civile del comune di residenza oppure presso le strutture sanitarie (nel caso di revoca invece servirebbe una dichiarazione verbale raccolta dal medico in presenza di due testimoni);

 

- Chiarire in modo inequivoco che la volontà del medico non può in alcun caso trasformarsi in "imposizione di coscienza" del medico sulla pelle del malato e contro la sua volontà.

 

 



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