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21/08/17 ore

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  • EDITORIALI E COMMENTI

    A leggere l’ultimo editoriale di Ernesto Galli della Loggia sul «Corriere della Sera», viene da chiedersi se l’immagine del suicidio della politica che lo chiude  sia quella più calzante o se, piuttosto, non si debba parlare di un omicidio. Lo stesso evocato nel titolo del libro intervista del direttore di «QR» Giuseppe Rippa (Hanno ammazzato la politica) uscito 25 anni fa. di Luigi O. Rintallo

  • EDITORIALI E COMMENTI

    Perché un progetto politico come quello del Partito Democratico, sulla carta collettore delle energie volte a modernizzare l’Italia e denso di prospettive innovative, ha finito per dilaniarsi al suo interno e attardarsi in sterili diatribe, che appaiono sempre più lontane dalla comprensione dei problemi della società italiana, oggi preda dello scontento? Per provare a spiegarne le ragioni...di Luigi O. Rintallo

  • EDITORIALI E COMMENTI

    Almeno da quando raccontò che, entrando in Europa, gli italiani avrebbero lavorato di meno e guadagnato di più, Romano Prodi ci ha abituato a dire cose che fanno a cazzotti con la realtà. Di recente, è tornato nell’agone politico per dichiarare come solo “una legge elettorale che ci obbliga ad accorpamenti” può dare soluzione ai problemi dell’Italia. Altrimenti non sarà garantita la governabilità, perché “in un Paese frammentato, la legge elettorale non è fatta per fotografare un Paese, ma per dare un governo stabile”. di Luigi O. Rintallo

  • LIBRI

    Giunti alla sesta indagine, il Dante investigatore creato da Giulio Leoni è ormai una presenza accolta e gradita nell’immaginario dei suoi lettori. Lo hanno visto in azione a Firenze, alle prese con tre delitti misteriosi, durante i mesi in cui rivestiva la carica di Priore cittadino e poi, già in esilio, a Roma e Venezia. Alla vigilia della battaglia della Lastra nel 1304 lo ritrovano a Verona, dove il poeta si è recato quale ambasciatore dei Guelfi Bianchi per chiedere il sostegno militare di Alboino della Scala. di Luigi O. Rintallo

  • EDITORIALI E COMMENTI

    Il portaborse è il film di Daniele Luchetti che, nel 1991, contribuì non poco alla vittoria del SI nel referendum sull’abolizione delle preferenze voluto da Mariotto Segni e osteggiato da Bettino Craxi, che suggerì di sabotarlo andando al mare e fu clamorosamente smentito dall’elettorato. Nel film, che aveva per protagonista Nanni Moretti nei panni del corrotto on. Botero, vi è una scena in cui il segretario dell’onorevole – impersonato da Silvio Orlando – è reso edotto sul sistema di controllo dei voti di preferenza espressi sulla scheda elettorale. di Luigi O. Rintallo

  • EDITORIALI E COMMENTI

    Alla Cannabis parade di Torino, il corteo in favore della liberalizzazione delle droghe leggere, è comparso un furgone sul quale erano stati collocati sul cofano dei fantocci con le sembianze di agenti di polizia. Una messa in scena sgradevole e al limite della pura idiozia, che dà un bel contributo a screditare una battaglia che invece muove da più di una ragione. di Luigi O. Rintallo

  • EDITORIALI E COMMENTI

    L’intervista a Enrico Mentana, uscita sul «Corriere della Sera» del 4 aprile, offre lo spunto per fare alcune riflessioni che non riguardano soltanto i rapporti fra giornalisti e politici, ma anche sui modi in cui viene fatta la “narrazione” delle vicende in corso e degli scenari che ci attendono. di Luigi O. Rintallo

  • EDITORIALI E COMMENTI

    C’è qualcosa di peggio del rancore ed è l’ipocrisia. Del rancore si dice che è sterile e che non porta a nulla. Ma l’ipocrisia, il tartufismo inganna: contrabbanda per esistente quello che non è, per vero ciò che è falso. Rancore e ipocrisia sembrano oggi le disposizioni prevalenti all’interno del Partito Democratico e non meravigli che si affronti la questione a partire da considerazioni che attengono ai comportamenti personali, piuttosto che le dinamiche politiche. di Luigi O. Rintallo

  • EDITORIALI E COMMENTI

    In questo fine settimana (25-26 febbraio 2017), a Bologna si tiene la cosiddetta prima Convenzione dell’associazione “La Marianna”, promossa dall’ex segretario radicale Giovanni Negri per riunire quanti  – pur desiderosi di impegnarsi attivamente – stentano a riconoscersi nelle offerte presenti sul mercato politico italiano.

  • LIBRI

    Antonio Ingroia, già pm a Palermo e oggi avvocato, torna a rivendicare il ruolo di “partigiano della Costituzione” nel suo libro Dalla parte della Costituzione (edizioni Imprimatur; pp. 163), in cui spiega le ragioni del No al referendum confermativo del 4 dicembre sulla riforma costituzionale fatta approvare in Parlamento dal governo Renzi. Il sottotitolo del volume esplicita la chiave di lettura dell’ex procuratore: Da Gelli a Renzi: quarant’anni di attacco alla Costituzione. Al contrario di altri fautori del No che avversano la riforma perché ne vorrebbero un’altra, egli ritiene invece che vada respinta in quanto esprimerebbe l’ennesimo tentativo di stravolgere in senso anti-democratico il nostro ordinamento istituzionale. di Luigi O. Rintallo