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“Dammi il tuo cuore ne avrò cura” conversazione con Domenico Miceli PDF Stampa E-mail
venerdì 24 febbraio 2012

maurizio mottola 2012.jpgdi Maurizio Mottola

Un breve ricordo di mio padre Maurizio Mottola di MARCELLO MOTTOLA

La morte quando è improvvisa - o quasi - è in grado di regalarti una immensa opportunità: quella di assaporare il mondo nel quale la persona a te cara si è orientata negli ultimi istanti di vita. E così quando, dopo il malore di mio padre, avvenuto di domenica mattina, mi sono ritrovato ad attraversare lo scenario che lo ha accompagnato nelle sue ultime ore a casa, ho consapevolmente colto quest’opportunità per cogliere meglio l’essenza dei suoi ultimi attimi.

Ho scoperto ore tranquille passate a curare le passioni tra la scrivania, il computer e le sue letture. Alcuni segnalibri con protagonisti le sue vignette satiriche di Testa Tonda e Testa Quadra, la prenotazione per il Summit Modern Money Theory che si terrà a Rimini questo fine settimana e poi numerosi appunti e scritti tra i quali mi ha subito colpito un’intervista, pronta per essere spedita il giorno dopo: lunedì 20 febbraio.

Mi sono tornati alla mente i tempi in cui lo osservavo battere a macchina gli articoli per la neonata Agenzia Radicale per poi inviarli con posta prioritaria alla redazione romana. Ripercorrendo questa forte voglia di comunicare pubblichiamo postuma la conversazione fatta a Domenico Miceli, amico e collega, dal titolo Dammi il tuo cuore, ne avrò cura.

L’augurio di mio padre a tutti, lettori, giornalisti, redattori e collaboratori di Agenzia Radicale e di Quaderni Radicali, è di vivere questo sito come una risorsa di libertà, uno spazio per sentirsi vivi, per esprimersi e creare idee perché, citando le sue parole “scrivere articoli non è stato da me vissuto come elemento aggiuntivo, ma piuttosto come fattore costitutivo di un impegno per i diritti civili in compenetrazione con la pratica professionale di psichiatra e di psicoterapeuta.

Dare all’esperienza professionale quotidiana una valenza politica attraverso l’espressione giornalistica ha fatto sì che la politica non fosse un topos situato in un altrove, ma piuttosto una dimensione cogente e di integrazione esistenziale delle varie componenti della propria personalità”.

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“Dammi il tuo cuore ne avrò cura” conversazione con  Domenico Miceli

di Maurizio Mottola

Sabato 18 febbraio 2012 - nell’ambito dell’iniziativa Cardiologie porte aperte 2012: “Dammi il tuo cuore ne avrò cura” Yes I Do! - si è svolto a Napoli l’evento I Cardiologi del Monaldi incontrano la cittadinanza. Al cardiologo Domenico Miceli, responsabile dell'unità operativa dipartimentale di cardiologia riabilitativa intermedia dell'Azienda Ospedaliera Dei Colli (Monaldi-Cotugno-CTO) di Napoli, tra i partecipanti all’iniziativa, abbiamo posto alcune domande.

Cosa fare (e cosa non fare) dopo l’infarto o angioplastica o by-pass o pace-maker?

L’infarto miocardico un tempo era sinonimo di uomo finito, oggi la dimissione precoce, le procedure più efficaci, i farmaci e gli interventi di prevenzione secondaria e soprattutto gli interventi effettuati in riabilitazione cardiologica consentono un pieno recupero psicofisico della maggioranza dei pazienti. I pazienti non vanno incontro alle recidive degli eventi se seguono i consigli sullo stile di vita e se assumono i farmaci raccomandati dalle evidenze scientifiche, e spesso sono proprio i pazienti che si rendono partecipi di campagne di prevenzione secondaria ma anche primaria sulla popolazione, come dimostra l’ampia partecipazione che si registra tutti gli anni in occasione della Settimana del Cuore appena conclusasi.

La ripresa dopo intervento di bypass aortocoronarico o impianto di pacemaker richiede talvolta un passaggio in degenza riabilitativa, specie per i pazienti più anziani e pertanto più complessi che necessitano di interventi a competenza multi specialistica. In questo senso durante la nostra manifestazione è stata illustrata la potenzialità assistenziale completa della nostra Azienda Ospedaliera dei Colli (non più soltanto Azienda Monaldi) che, grazie all’integrazione data dall’unione con altre due strutture ospedaliere (Cotugno e più specificamente CTO) ha la possibilità di coprire le necessità assistenziali dei pazienti affetti da cardiopatia a partire dalla fase acuta e fino alla fase del recupero e del controllo clinico e strumentale successivo.

Qual è attualmente l’epidemiologia delle patologie cardiovascolari in Italia ed il rapporto con la situazione europea e mondiale?

L’Italia si pone allo stesso livello dei paesi industrializzati europei nei quali il tasso di mortalità per malattie di cuore supera anche quello delle patologie neoplastiche, e tuttora si verificano circa 250.000 infarti miocardici all’anno, in linea con la Francia e la Spagna, ma in misura minore che in Inghilterra, Olanda, Germania. E’ evidente che l’alimentazione “mediterranea” e particolarmente l’olio d’oliva giocano un ruolo fondamentale nel distacco con questi ultimi tre paesi a vantaggio del nostro.

La Francia fa un po’ eccezione, poiché è tra le nazioni dove il consumo di burro prevale su quello di olio, ma i francesi giustificano questa apparente contraddizione attribuendo al vino francese un maggiore potere “protettivo”. Purtroppo, e specialmente le nuove generazioni, stiamo adottando sempre più regimi alimentari in stile americano, con l’abuso di cibi grassi, precotti e scarso ricorso alle verdure e al pesce, da sempre ritenuti efficaci nel mantenimento di livelli vicini alla norma di colesterolo, uno dei fattori di rischio più presenti nella popolazione e tra i più consistenti.

Qual è la situazione dell’assistenza cardiovascolare nella Regione Campania, la cui sanità è sottoposta a tagli e riorganizzazioni?

Alcuni tagli, specie quelli che hanno riguardato chiusure di ospedali piccoli e improduttivi e  resisi necessari per un più appropriato utilizzo delle risorse, potranno giovare al miglioramento di altre strutture derivate dagli accorpamenti e quindi offrire una assistenza più qualificata e più “sicura”.

Nella riorganizzazione della rete ospedaliera, quando questa sarà completata, vi sarà spazio per il potenziamento di strutture territoriali e per lungodegenti, uno dei motivi per cui ancora oggi si verificano fasi di preoccupante intasamento delle strutture per acuti. Il modello dell’ospedale disegnato pensando ad un corpo per acuti collegato ad un corpo per pazienti cronici così da regolare il flusso degli acuti e il deflusso degli stessi in  reparti in grado di accoglierli e gestirli nella fase postacuta potrà, laddove realizzato anche grazie al risparmio ottenuto dai tagli, contribuire al miglioramento della qualità dell’assistenza. Allo stato appare questa l’intenzione delle Autorità di governo regionale e qualche risultato, sulla spinta delle direttive date dal governo centrale, si comincia già ad intravedere.




Commenti (5)
25-12-2012 12:18
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Scritto da wihenmgwhy
23-12-2012 07:47
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Scritto da qbekmelnk
23-12-2012 07:47
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Scritto da qbekmelnk
23-12-2012 02:41
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Scritto da rqocdqzbyq
22-12-2012 20:56
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Scritto da Jay

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