Mi sono tornati alla
mente i tempi in cui lo osservavo battere a macchina gli articoli per la
neonata Agenzia Radicale per poi inviarli con posta prioritaria alla
redazione romana. Ripercorrendo questa forte voglia di comunicare pubblichiamo postuma
la conversazione fatta a Domenico Miceli,
amico e collega, dal titolo Dammi il tuo
cuore, ne avrò cura.
L’augurio di mio
padre a tutti, lettori, giornalisti, redattori e collaboratori di Agenzia Radicale
e di Quaderni Radicali, è di vivere questo sito come una
risorsa di libertà, uno spazio per sentirsi vivi, per esprimersi e creare idee
perché, citando le sue parole “scrivere articoli non è stato da me vissuto come
elemento aggiuntivo, ma piuttosto come fattore costitutivo di un impegno per i
diritti civili in compenetrazione con la pratica professionale di psichiatra e
di psicoterapeuta.
Dare all’esperienza
professionale quotidiana una valenza politica attraverso l’espressione
giornalistica ha fatto sì che la politica non fosse un topos situato in un
altrove, ma piuttosto una dimensione cogente e di integrazione esistenziale
delle varie componenti della propria personalità”.
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“Dammi il tuo cuore ne avrò cura” conversazione con Domenico Miceli
di Maurizio Mottola
Sabato 18 febbraio
2012 - nell’ambito dell’iniziativa Cardiologie
porte aperte 2012: “Dammi il tuo cuore ne avrò cura” Yes I Do! - si è
svolto a Napoli l’evento I Cardiologi del
Monaldi incontrano la cittadinanza. Al cardiologo Domenico Miceli, responsabile dell'unità operativa dipartimentale di
cardiologia riabilitativa intermedia dell'Azienda Ospedaliera Dei Colli
(Monaldi-Cotugno-CTO) di Napoli, tra i partecipanti all’iniziativa, abbiamo
posto alcune domande.
Cosa fare (e cosa non fare) dopo
l’infarto o angioplastica o by-pass o pace-maker?
L’infarto
miocardico un tempo era sinonimo di uomo finito, oggi la dimissione precoce, le
procedure più efficaci, i farmaci e gli interventi di prevenzione secondaria e
soprattutto gli interventi effettuati in riabilitazione cardiologica consentono
un pieno recupero psicofisico della maggioranza dei pazienti. I pazienti non
vanno incontro alle recidive degli eventi se seguono i consigli sullo stile di
vita e se assumono i farmaci raccomandati dalle evidenze scientifiche, e spesso
sono proprio i pazienti che si rendono partecipi di campagne di prevenzione
secondaria ma anche primaria sulla popolazione, come dimostra l’ampia
partecipazione che si registra tutti gli anni in occasione della Settimana del
Cuore appena conclusasi.
La
ripresa dopo intervento di bypass aortocoronarico o impianto di pacemaker
richiede talvolta un passaggio in degenza riabilitativa, specie per i pazienti
più anziani e pertanto più complessi che necessitano di interventi a competenza
multi specialistica. In questo senso durante la nostra manifestazione è stata
illustrata la potenzialità assistenziale completa della nostra Azienda
Ospedaliera dei Colli (non più soltanto Azienda Monaldi) che, grazie
all’integrazione data dall’unione con altre due strutture ospedaliere (Cotugno
e più specificamente CTO) ha la possibilità di coprire le necessità
assistenziali dei pazienti affetti da cardiopatia a partire dalla fase acuta e
fino alla fase del recupero e del controllo clinico e strumentale successivo.
Qual è attualmente l’epidemiologia delle
patologie cardiovascolari in Italia ed il rapporto con la situazione europea e
mondiale?
L’Italia
si pone allo stesso livello dei paesi industrializzati europei nei quali il
tasso di mortalità per malattie di cuore supera anche quello delle patologie
neoplastiche, e tuttora si verificano circa 250.000 infarti miocardici
all’anno, in linea con la Francia e la Spagna, ma in misura minore che in
Inghilterra, Olanda, Germania. E’ evidente che l’alimentazione “mediterranea” e
particolarmente l’olio d’oliva giocano un ruolo fondamentale nel distacco con
questi ultimi tre paesi a vantaggio del nostro.
La
Francia fa un po’ eccezione, poiché è tra le nazioni dove il consumo di burro
prevale su quello di olio, ma i francesi giustificano questa apparente
contraddizione attribuendo al vino francese un maggiore potere “protettivo”.
Purtroppo, e specialmente le nuove generazioni, stiamo adottando sempre più
regimi alimentari in stile americano, con l’abuso di cibi grassi, precotti e
scarso ricorso alle verdure e al pesce, da sempre ritenuti efficaci nel
mantenimento di livelli vicini alla norma di colesterolo, uno dei fattori di
rischio più presenti nella popolazione e tra i più consistenti.
Qual è la situazione dell’assistenza
cardiovascolare nella Regione Campania, la cui sanità è sottoposta a tagli e
riorganizzazioni?
Alcuni
tagli, specie quelli che hanno riguardato chiusure di ospedali piccoli e
improduttivi e resisi necessari per un
più appropriato utilizzo delle risorse, potranno giovare al miglioramento di
altre strutture derivate dagli accorpamenti e quindi offrire una assistenza più
qualificata e più “sicura”.
Nella
riorganizzazione della rete ospedaliera, quando questa sarà completata, vi sarà
spazio per il potenziamento di strutture territoriali e per lungodegenti, uno
dei motivi per cui ancora oggi si verificano fasi di preoccupante intasamento
delle strutture per acuti. Il modello dell’ospedale disegnato pensando ad un
corpo per acuti collegato ad un corpo per pazienti cronici così da regolare il
flusso degli acuti e il deflusso degli stessi in reparti in grado di accoglierli e gestirli
nella fase postacuta potrà, laddove realizzato anche grazie al risparmio
ottenuto dai tagli, contribuire al miglioramento della qualità dell’assistenza.
Allo stato appare questa l’intenzione delle Autorità di governo regionale e
qualche risultato, sulla spinta delle direttive date dal governo centrale, si
comincia già ad intravedere.